L’equipaggio di Artemis II in visita presso Thales Alenia Space

L’equipaggio di Artemis II in visita presso Thales Alenia Space

di Luigi Pizzimenti





Alla presenza di una delegazione composta da rappresentanti della NASA e dell’ESA, insieme ai team di Thales Alenia Space e Leonardo, abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare il racconto dell’esperienza vissuta dal comandante Reid Wiseman e dalla specialista di missione Christina Koch, membri dell’equipaggio di Artemis II.

La visita in Italia, presso gli stabilimenti torinesi di Thales Alenia Space (TAS), rientra nel tour europeo organizzato per ringraziare e riconoscere il significativo contributo industriale fornito dal nostro Paese e dall’Agenzia Spaziale Europea al programma Artemis. La NASA era rappresentata da una delegazione guidata dall’Orion Program Manager Howard Hu.

Tre rappresentanti degli ingegneri e i tecnici di  Thales Alenia Space, coinvolti nel programma, hanno ricevuto un riconoscimento speciale per il loro importante contributo allo sviluppo del Modulo di Servizio Europeo (European Service Module, ESM) di Orion. La presenza dell’equipaggio, insieme ai massimi rappresentanti della missione, ha rappresentato motivo di orgoglio e ispirazione per Thales Alenia Space e per tutti gli ingegneri e i tecnici che hanno dedicato migliaia di ore alla realizzazione dell’ESM.

Oggi tecnici e ingegneri sono già impegnati nelle prossime missioni Artemis, supportando ESA e NASA nei futuri passi che porteranno l’essere umano a tornare sulla Luna.

L’equipaggio di Artemis II ha già passato idealmente il testimone alla prossima missione del programma. Tra i protagonisti di Artemis III figurano il comandante Randy Bresnik, gli specialisti di missione Frank Rubio e Andre Douglas e, nel ruolo di pilota, l’astronauta ESA Luca Parmitano, che abbiamo avuto il piacere di incontrare recentemente nello stesso sito oggi visitato da Reid Wiseman e Christina Koch.


Gli interventi istituzionali


Nel dare il benvenuto agli astronauti di Artemis II, l’amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, Giampiero Di Paolo, ha dichiarato: «Voi siete gli ambasciatori di ciò che abbiamo realizzato. La Luna rappresenta una base per andare oltre, per continuare a esplorare lo spazio e contribuire a rendere la Terra un luogo migliore in cui vivere.»

Successivamente è intervenuto Massimo Claudio Comparini, Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Thales Alenia Space: «Questo stabilimento rappresenta una vera e propria ambasciata del sistema aerospaziale italiano. Tornare sulla Luna e magari, un giorno, partire dalla Luna verso destinazioni più lontane, è un messaggio straordinario per il futuro.»

Comparini ha poi aggiunto: «La missione Artemis II rappresenta una tappa verso mete più lontane e a lungo termine.»


Mario Cosmo, direttore dei programmi dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha sottolineato l’importanza del ruolo italiano nel programma: «Oggi celebriamo la nostra partecipazione ad Artemis II, ma stiamo già preparando Artemis III, con un coinvolgimento ancora più significativo, anche grazie alla presenza nell’equipaggio di Luca Parmitano. Parallelamente, stiamo lavorando per supportare le future permanenze di lunga durata sulla Luna attraverso il modulo MPH, primo modulo abitativo lunare, che sarà realizzato proprio a Torino, città che vanta una consolidata esperienza nello sviluppo di moduli abitativi per l’orbita terrestre bassa. Anche la missione ExoMars dimostra la capacità dell’Agenzia Spaziale Italiana di guardare lontano e di investire in programmi ambiziosi e strategici per il futuro dell’esplorazione spaziale».

A concludere gli interventi istituzionali è stato Howard Hu, Program Manager di Orion per la NASA: «Tutto è iniziato qui. Le vostre mani, la vostra ingegneria e il vostro impegno hanno reso possibile questo risultato. È grazie al vostro lavoro e ai vostri sacrifici che siamo stati in grado di portare a termine la missione con pieno successo.»


I due astronauti, entusiasti dell’accoglienza ricevuta, hanno raccontato la missione accompagnando il loro intervento con un emozionante filmato ricco di immagini e dettagli. Durante l’evento sono stati inoltre trasmessi i videomessaggi degli altri due membri dell’equipaggio: il pilota Victor Glover e lo specialista di missione canadese Jeremy Hansen.

Rivolgendosi agli ingegneri e ai tecnici presenti in sala, Reid Wiseman ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale del lavoro svolto a terra: «Molti ci dicono che siamo coraggiosi, ma il vero coraggio è quello che dimostrate voi ogni giorno. Siete voi a progettare e costruire i veicoli che ci portano nello spazio e ci riportano a casa in sicurezza. Siete voi a realizzare le infrastrutture che consentono all’umanità di vivere e lavorare nello spazio. Nulla di tutto questo sarebbe possibile senza il talento, l’eccellenza, l’innovazione e la tecnologia italiane.»

Christina Koch ha aggiunto: «Siamo tornati a viaggiare verso la Luna grazie al vostro lavoro. Avete reso possibile un’impresa straordinaria. La missione si è svolta in modo impeccabile e questo è stato possibile grazie all’impegno di tutti voi.»

Wiseman ha poi ricordato uno dei suoi luoghi preferiti sulla Stazione Spaziale Internazionale: «La Cupola era il nostro posto preferito. Da lì potevamo osservare quanto sia meraviglioso il nostro pianeta.»

Tra i momenti più personali condivisi dall’astronauta, il ricordo dell’intitolazione di un cratere lunare alla moglie Carroll, scomparsa nel 2020 a soli 46 anni: «Il momento più emozionante della missione è stato quando Christina, Victor e Jeremy hanno dedicato un cratere lunare a Carroll. È stato un gesto che mi ha profondamente commosso.»

Concludendo il suo intervento, Wiseman ha voluto ancora una volta ringraziare il personale di Thales Alenia Space: «Il Modulo di Servizio Europeo e la stazione spaziale internazionale sono nati qui. Anche i futuri habitat lunari avranno origine in questo luogo. A nome mio e della NASA, vi siamo immensamente grati per il lavoro straordinario che svolgete.»


Interviste ai protagonisti dell’industria spaziale italiana


Durante l’attesa della delegazione NASA e dell’equipaggio di Artemis II, abbiamo avuto modo di confrontarci con alcuni rappresentanti di ASI, Leonardo e Thales Alenia Space.

Ing. Mario Cosmo (Direttore Scienza e Innovazione dell’Agenzia Spaziale Italiana), qual è lo stato di avanzamento del progetto MPH e come procede la collaborazione con la NASA? Quali sono le tempistiche previste? 

«L’attuale contratto è focalizzato sullo sviluppo e sulla validazione delle tecnologie più critiche del modulo abitativo. Stiamo procedendo sia con attività nazionali sia con iniziative sviluppate in collaborazione con la NASA, all’interno di una visione più ampia riguardante l’architettura della futura presenza umana sulla superficie lunare. Per quanto riguarda i tempi, stiamo parlando di un orizzonte successivo al 2030. La collaborazione con la NASA procede in maniera eccellente.»

Cosmo ha poi aggiunto: «Vorrei sottolineare che l’MPH rappresenta un elemento di eccellenza per il nostro Paese. È il pilastro centrale di una strategia nazionale molto più ampia, composta non solo dal modulo abitativo stesso, ma anche da tutte le componenti tecnico-scientifiche che accompagneranno la partecipazione italiana al programma Artemis.»

A proposito di Artemis III, quanto ha inciso il ruolo dell’Italia e dell’ASI nella selezione di Luca Parmitano come pilota della missione? «Una partecipazione così rilevante a una missione come Artemis III non nasce per caso. Più che del lavoro dell’ASI, parlerei del contributo complessivo dell’Italia e della professionalità dei nostri astronauti. Quando una squadra lavora unita, i risultati arrivano. Naturalmente servono anche persone di straordinario talento: Parmitano, così come Samantha Cristoforetti, rappresenta l’eccellenza italiana nel settore spaziale. Insieme al lavoro delle istituzioni e dell’industria possono contribuire a portare il nostro Paese ancora più lontano, fino alla Luna.»


Ing. Giampiero Di Paolo (Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia): giornate come quella di oggi, quanto vi rendono orgogliosi per tutto ciò che fate qui a Torino?

«È una grande emozione essere riconosciuti come un’azienda che contribuisce in modo così significativo alle missioni Artemis e che continuerà a farlo in futuro, sia come industria sia come sistema Paese. Sapere che Luca Parmitano prenderà parte ad Artemis III rappresenta qualcosa che va oltre il semplice riconoscimento: è uno stimolo a fare sempre meglio.»

Ha poi proseguito: «Torino è oggi considerata la città italiana dell’esplorazione spaziale. Esplorazione significa investimenti, ricerca, tecnologia e persone che dedicano una parte importante della propria vita al successo di queste missioni. E non dimentichiamo che non si tratta soltanto di andare sulla Luna: si fa anche molta scienza. Qui vengono sviluppati rover destinati a Marte, missioni di esplorazione e tecnologie fondamentali per comprendere meglio l’universo. Tutto questo viene progettato e realizzato all’interno dei nostri stabilimenti.»

Sul futuro dell’azienda dichiara: «Il mercato continua a mostrare segnali positivi e gli ordini sono in linea con le aspettative. Stiamo sostenendo la crescita attraverso nuove assunzioni e collaborazioni con piccole e medie imprese, università e centri di ricerca. Questo ci permette di garantire continuità occupazionale e sviluppo nei prossimi anni. Per affrontare queste sfide avremo bisogno di un numero sempre maggiore di ingegneri, una figura professionale oggi particolarmente richiesta.»


Ing. Massimo Comparini (Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Thales Alenia Space): «Se gli astronauti sono gli ambasciatori del lavoro svolto da migliaia di persone nel settore spaziale, oggi si trovano in un luogo particolarmente significativo. L’Italia è uno dei Paesi di riferimento in Europa per l’esplorazione spaziale e per il ritorno dell’uomo sulla Luna. Torino rappresenta un hub di livello mondiale: da qui partono le strutture pressurizzate in cui gli astronauti vivono nello spazio e, in futuro, sulla superficie lunare. Qui vengono integrate tecnologie fondamentali per le missioni future, comprese le soluzioni robotiche sviluppate da Leonardo, che contribuiranno all’esplorazione dei corpi celesti”. Prosegue Comparini: “Questa giornata testimonia non solo il valore tecnologico dell’Italia, ma anche la necessità di trasmettere alle nuove generazioni la passione per lo spazio e la consapevolezza del contributo che possono offrire. E se sono giovani ingegneri italiani, il mio auspicio è che possano mettere le proprie competenze al servizio del Paese, perché l’Italia continua a svolgere un ruolo di primo piano nel settore.»


A questo riguardo, secondo lei, l’Italia potrebbe un giorno sviluppare un proprio programma spaziale nazionale paragonabile a quello immaginato da Luigi Broglio agli albori dell’era spaziale? «In realtà l’Italia dispone già di programmi spaziali di grande rilevanza. Pensiamo a COSMO-SkyMed, uno dei più importanti sistemi radar per l’osservazione della Terra, progettato in collaborazione tra ASI e Ministero della Difesa, oppure a PRISMA, pioniere nel campo dell’osservazione iperspettrale e utilizzato per comprendere le caratteristiche chimico-fisiche del terreno. Lo stesso MPH rappresenta un contributo strategico italiano all’architettura dell’esplorazione lunare. L’Italia ha portato avanti con continuità l’eredità lasciata dal generale Broglio e oggi raccoglie i frutti di oltre cinquant’anni di attività nel settore spaziale. Stiamo contribuendo a costruire un futuro importante per il nostro Paese.»


Ing. Roberto Angelini (Direttore del Dominio Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space Italia):  come vede la sospensione del programma della stazione spaziale cislunare da parte della NASA?

«Grazie per la domanda non semplice... (sorride). Il Gateway è stato messo in pausa nell’ambito di una revisione strategica dell’approccio statunitense all’esplorazione lunare. Posso però assicurare che nulla andrà perduto. L’esperienza maturata durante la progettazione e lo sviluppo di questi elementi sarà estremamente utile per le prossime iniziative. Siamo pronti a valutare possibili applicazioni alternative, anche in orbita terrestre bassa.»

Lei è subentrato a Walter Cugno dopo molti anni di collaborazione: cosa si sente di dirgli oggi, visto cha ha lasciato da poco l’azienda dopo cinquant’anni di successi?

«Sono entrato in azienda nel 1997 e ho avuto il privilegio di lavorare al fianco di Walter Cugno, imparando da lui il mestiere del program manager. I suoi consigli si sono sempre dimostrati preziosi. È una persona che stimo profondamente e alla quale sono molto legato. Questo è un settore che evolve rapidamente: i programmi iniziano e finiscono, ma ciò che resta davvero sono i rapporti umani con le persone che rendono possibili le grandi imprese.»



Intervista agli astronauti di Artemis II


Al termine dell’incontro con i team di Thales Alenia Space, dopo un breve rinfresco e una visita agli stabilimenti torinesi, Reid Wiseman e Christina Koch, accompagnati dagli uffici stampa della NASA e di Thales Alenia Space, hanno risposto alle domande dei giornalisti delle testate accreditate. Tra queste era presente anche Spazio Magazine, che ha avuto l’opportunità di rivolgere alcune domande ai due astronauti americani.

Luigi Pizzimenti: Benvenuti in Italia. È un piacere conoscervi, Reid e Christina. Vorrei rivolgere a entrambi le stesse domande.  Cosa pensate della recente assegnazione di Luca Parmitano al ruolo di pilota di Artemis III e quale rapporto vi lega a lui?

Reid Wiseman: «L’assegnazione di Luca Parmitano ad Artemis III rappresenta la conferma del contributo che l’Italia sta offrendo all’esplorazione spaziale. L’innovazione, la competenza e lo spirito che vediamo qui a Torino saranno parte integrante delle missioni Artemis per molti anni.

Conosco Luca da tempo e credo sia una scelta eccellente, probabilmente la migliore possibile per il ruolo che dovrà ricoprire. Le sue capacità professionali, unite alla sua esperienza e alla sua empatia, lo rendono la persona giusta al posto giusto.

Abbiamo grandissime aspettative per Artemis III e sono certo che Luca sarà all’altezza della sfida.»

Wiseman ha poi sottolineato il ruolo dell’industria italiana nelle future missioni lunari: «Quando gli astronauti vivranno e lavoreranno sulla superficie della Luna, lo faranno anche grazie a tecnologie sviluppate in Italia. Christina e io speriamo di vedere, un giorno, astronauti italiani camminare sulla Luna e partecipare alle future missioni dirette verso Marte.»

Christina Koch: «Ho avuto il privilegio di volare con Luca sulla Stazione Spaziale Internazionale. Lo considero un vero e proprio “astro-fratello”, come amiamo definirci tra astronauti. Ho lavorato con lui per molti anni e la sua presenza a bordo è sempre stata fonte di sicurezza per tutto l’equipaggio. Mi ha aiutato in numerose occasioni, soprattutto durante la preparazione delle attività extraveicolari. È una persona capace di creare coesione all’interno del gruppo, grazie a una straordinaria combinazione di esperienza, professionalità ed empatia. Sono davvero felice della sua assegnazione. Merita pienamente questo incarico e rappresenterà l’Italia nel migliore dei modi.»

L’astronauta ha poi voluto estendere il riconoscimento all’intera filiera industriale italiana: «Luca sarà il volto italiano della missione, ma non sarà l’unico rappresentante del vostro Paese. Con lui voleranno simbolicamente anche gli ingegneri, i tecnici e tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’hardware che rende possibili queste missioni. È grazie al loro lavoro che siamo tornati a viaggiare verso la Luna e che potremo continuare a esplorarla in futuro.»


Quali sono stati i momenti più emozionanti della missione?

Reid Wiseman: «Victor e Jeremy oggi non sono qui con noi, ma vorrei condividere uno dei momenti che ha colpito maggiormente Victor: il rientro e l’ammaraggio. Era entusiasta, quasi euforico.

Credo che non esista sensazione più bella di quella che si prova tornando a casa, sul proprio pianeta, dopo aver vissuto qualcosa di straordinario. Poter vedere la Luna da vicino e osservare la Terra nel viaggio di ritorno è qualcosa che cambia profondamente il modo di guardare il nostro pianeta. Vedere quella piccola sfera blu e rendersi conto che tutta la civiltà umana è racchiusa lì dentro provoca emozioni difficili da descrivere. Contemporaneamente, mentre noi orbitavamo attorno alla Luna, altri astronauti vivevano e lavoravano sulla Stazione Spaziale Internazionale e sulla Stazione Spaziale Cinese. È stato un momento che ci ha fatto riflettere sulla dimensione collettiva dell’esplorazione umana dello spazio.»

Tra i ricordi più intensi, Wiseman ha citato anche un evento inatteso: «Uno dei momenti più sorprendenti è stato osservare un’eclissi solare dalla nostra prospettiva, con la Luna che occultava il Sole. Sembrava di guardare l’intero universo con un enorme vuoto al centro. Una bellezza così profonda è quasi impossibile da raccontare a parole.»

Christina Koch: «L’emozione durante tutto il viaggio dalla Terra alla Luna è difficile da raccontare. Il 6 aprile scorso, durante il sesto giorno di missione, ho potuto osservare da vicino il lato nascosto della Luna: ho sentito come se la Luna mi chiamasse per nome, ho sentito il mio corpo come scosso come da un grande vortice di emozioni, mentre guardavo qualcosa che gli occhi umani non avevamo mai visto prima.»


Quale messaggio vorreste lasciare ai giovani che sognano una carriera nel settore spaziale?

Reid Wiseman: «Vorrei condividere un insegnamento che mi ha trasmesso mio padre. Mi ha sempre incoraggiato a rimanere curioso verso il mondo che mi circonda e credo che la curiosità sia una delle qualità più importanti che una persona possa coltivare.»

Wiseman ha spiegato come la curiosità rappresenti il punto di partenza di ogni percorso professionale: «Non importa se si tratta di una pianta, di un uccello, di un treno o di una tecnologia complessa. Se siete curiosi di comprendere come funzionano le cose, prima o poi scoprirete ciò che vi appassiona davvero. Una volta trovata quella passione, seguitela con determinazione.»

Infine, un invito a non lasciarsi frenare dalla paura: «Vorrei dire ai giovani che è giusto affrontare anche ciò che spaventa. Quando cercate la vostra strada, non abbiate paura di inseguire obiettivi che sembrano difficili o lontani. Se ci credete davvero e vi impegnate con costanza, potrete raggiungerli.»

Christina Koch ha ribadito l’importanza della curiosità e della perseveranza: «Sono sempre stata guidata dalla curiosità. Se qualcosa vi affascina e sentite una forte attrazione verso un determinato campo, approfonditelo, studiatelo e impegnatevi al massimo.»

L’astronauta ha poi voluto sfatare l’idea che gli esploratori siano privi di timori: «Molte persone ci dicono che siamo coraggiosi, ma la verità è che anche noi proviamo paura, ma impariamo a trasformarla in concentrazione e determinazione. Tutti affrontano momenti di incertezza. L’importante è non permettere che questi ostacoli ci impediscano di andare avanti. Circondatevi di persone che vi sostengano, aiutate chi vi sta accanto e continuate a credere nei vostri sogni. È così che si costruiscono i risultati più importanti.»


Al termine dell’incontro, non resta che ringraziare Reid Wiseman e Christina Koch per la disponibilità dimostrata e per aver scelto l’Italia come una delle tappe del loro tour europeo per raccontare il loro viaggio dalla Terra alla Luna. 








Si ringraziano gli uffici stampa della NASA e di Thales Alenia Space per la collaborazione e il supporto forniti per la realizzazione di questo servizio.

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