sabato 26 maggio 2018

Alan Bean (1932-2018)

Addio all’astronauta Alan Bean


Alan Bean scende la scaletta del modulo lunare

Sono passati solo pochi mesi dalla scomparsa di Richard Gordon e l'ultimo superstite della missione lunare Apollo 12, ci ha lasciato.

L'astronauta Alan Bean è morto sabato 26 maggio 2018. E’ stato il quarto uomo a camminare sulla luna e attraverso i suoi dipinti cosparsi di polvere lunare ha raccontato le emozioni vissute nel 1969. 

Bean è deceduto allo Houston Methodist Hospital di Houston, in Texas, come confermato dalla moglie, Leslie. La causa della morte un improvviso malessere mentre era in viaggio a Fort Wayne, Indiana, due settimane prima.

Pilota collaudatore della US Navy, Bean fu uno dei 14 selezionati dalla NASA per il terzo gruppo di astronauti nell'ottobre del 1963.  Bean volò due volte nello spazio, prima come pilota del modulo lunare della missione Apollo 12 nel novembre 1969, e poi come comandante della seconda spedizione con equipaggio negli Stati Uniti sulla stazione spaziale Skylab, nel luglio 1973.
In totale, ha registrato 69 giorni, 15 ore e 45 minuti nello spazio, e 31 ore e 31 minuti sulla superficie lunare.



Il 14 novembre 1969, Bean e i suoi colleghi: il comandante Charles "Pete" Conrad e il pilota del modulo di comando Richard "Dick" Gordon, erano a meno di un minuto di volo quando il Saturn V fu colpito due volte dai fulmini. La scarica elettrica mise fuori gioco il pannello strumenti e la telemetria trasmessa al Mission Control. Un controllore di volo, John Aaron, ricordava un test effettuato un anno prima e fece suggerire all'equipaggio di passare da "SCE to AUX"

Dalla navicella arrivò forte è chiara la risposta di Conrad: "Che diavolo è SCE to AUX?” Gordon e i tecnici al controllo missione sbarrarono gli occhi. Fortunatamente, Alan Bean ricordava da una precedente simulazione durante il training, dove era posizionato l’interruttore.

Anni dopo Bean racconta: “Non ricordavo esattamente a cosa servisse quell’interruttore, ma sapevo dove si trovava e lo azionai. La telemetria torno sugli schermi dei controllori a Houston e il nostro pannello strumenti ricominciò a funzionare. Senza saperlo avevo salvato la missione.”

Cinque giorni dopo il loro lancio, Bean e Conrad lasciarono Gordon in orbita attorno alla luna sul modulo di comando "Yankee Clipper" e sbarcarono con il modulo lunare "Intrepid" nell'Oceano delle Tempeste sulla luna. "Il Sole è luminosissimo" osservò Bean mentre muoveva i primi passi in superficie.
A differenza di Neil Armstrong e Buzz Aldrin che li precedettero sulla luna con Apollo 11 quattro mesi prima, Conrad e Bean avevano effettuato un atterraggio di precisione, atterrando a circa 200 metri dal punto prescelto. "Ecco quella cosa! Guardala!" esclamò Bean, individuando il lander robotico Surveyor III, che la NASA aveva inviato sulla luna nel 1967.

Durante la seconda uscita extraveicolare sul suolo lunare, Bean e Conrad recuperarono diversi pezzi del Surveyor riportandoli sulla Terra per studiarli, insieme a circa 35 chilogrammi di roccia lunare raccolte lungo il percorso.

Prima di lasciare per sempre la luna, Bean si allontanò dall'Intrepid fino al bordo di un grosso cratere e lanciò la sua spilla argentata, un simbolo indossato da chi doveva ancora volare nello spazio. (In seguito la avrebbe sostituita con una spilla d'oro dopo essere tornato sulla Terra.)

"Resterà lì per milioni e milioni di anni", ha scritto Bean nel 2000, "o fino a quando qualche turista la trova e la riporta sulla Terra".

Bean, Conrad e Gordon ammararono nell'Oceano Pacifico il 24 novembre 1969. Come l'equipaggio dell'Apollo 11 prima di loro, i tre furono recuperati dalla portaerei USS Hornet e messi in quarantena per 21 giorni come precauzione contro ogni possibilità di contaminazione.


Con Alan Bean a Cape Canaveral (2012)




Skylab III

La seconda e ultima missione spaziale di Bean fu molto più lunga di Apollo 12. Lanciato su un razzo Saturn 1B il 28 luglio 1973, Bean guidò l'equipaggio della missione Skylab III insieme a Owen Garriott e Jack Lousma per un soggiorno di 59 giorni nella prima stazione spaziale degli Stati Uniti. "Ora deteniamo il record mondiale per il volo spaziale", scrisse Bean nel suo diario di bordo il 25 agosto 1973. 

Astronauti del programma Skylab, Alan Bean (4° da sin.)
Durante la missione a bordo del laboratorio orbitale, Bean, Garriott e Lousma condussero esperimenti medici, biologici e numerose osservazioni della Terra e del Sole.
Bean e Garriott uscirono fuori dalla stazione spaziale per raccogliere gli esperimenti e sostituire i magazzini della pellicola fotografica. I tre membri dell'equipaggio sganciarono il loro modulo di comando Apollo e tornarono sulla Terra il 25 settembre 1973.
Lasciata la NASA ha poi trascorso quattro decenni interpretando ciò che ha visto come pittore professionista.

Aspirante artista da quando frequentò un corso di belle arti come studente della Navy Test Pilot School, Bean ha seguito la sua passione divenendo un pittore professionista. Bean: "Ho un'abilità e un'esperienza secondo me qualcuno ha deve fare questo lavoro, per ricordare questa grande avventura umana nelle belle arti in modo che rimanga per sempre. Non sostituisce i film, non sostituisce i libri, ma è stato un evento abbastanza grande nella storia umana che registrarlo in questo modo è qualcosa che solo io sono interessato a fare, ma vale la pena farlo". 

L'approccio di Bean ai suoi dipinti è stato quello di fondere l'accuratezza tecnica con un uso impressionistico del colore. Tra i suoi soggetti ci paesaggi che ha visto per la prima volta, le attività dei suoi colleghi astronauti del programma Apollo e scene di fantasia. 

Nelle sue creazioni a incorporato piccoli pezzi della polvere lunare e nella sua pittura acrilica posava la suola di uno stivale lunare (replicata) e la testa di un martello da geologo che ha usato sulla luna. "In ogni dipinto che faccio, ho messo quella trama e un pizzico di polvere dall'Oceano delle Tempeste".


Delle oltre 160 opere in catalogo, 40 di queste sono state esposte dal National Air and Space Museum dello Smithsonian a Washington, DC nel 2009, in occasione del 40° anniversario dell'Apollo 11 e 12 sbarchi sulla Luna. 

"Ricordo perfettamente quei giorni perché ero ospite della John Glenn lecture  per il 40° di Apollo 11. Per l’occasione Michael Collins e Buzz Aldrin presentarono i loro libri e Alan Bean fece una personale bellissima con un Lunar rover originale al centro della sala. Quando mi vide, spalancò gli occhi incredulo: “Luigi! Non credo ai miei occhi, sei venuto fino a qui”. Che forza Alan Bean, ti faceva sentire importante. Era felice di esporre nel tempio dell’astronautica, per lui fu la vera consacrazione come artista. Conservo gelosamente i suoi cataloghi autografati, ma soprattutto il suo sorriso".  Luigi Pizzimenti


Washington, luglio 2009

La tecnica utilizzata da Alan Bean.

Gli strumenti utilizzati da Alan Bean per i suoi quadri unici.