giovedì 11 giugno 2020

Attenzione! Caduta massi sulla Luna


Un nuovo studio dei ricercatori del Max Planck Institute e dell’Eth di Zurigo ha analizzato circa due milioni di immagini della superficie lunare realizzando la prima mappa della caduta di massi lunari,  il lavoro è stato pubblicato su Nature Communications.  Autori della pubblicazione: Valentin Tertius Bickel; Jordan Aaron;Andrea Manconi; Simon Loew; Urs Mall
Da sempre grandi blocchi di roccia rotolano e si muovono sul suolo lunare. Già negli anni 60 le sonde riuscirono a catturare il fenomeno. Valentin Bickel autore principale dello studio:  «La stragrande maggioranza dei massi sulla Luna ha diametro compreso tra sette e dieci metri. Le sonde inviate nei primi anni di esplorazione lunare non avevano la capacità di rilevare caratteristiche così piccole. Nel 2010, con la sonda  Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della Nasa siamo riusciti ad ottenere immagini con una migliore risoluzione. Per la prima volta questa mappa ci consente di analizzare sistematicamente la presenza e le cause delle cadute di massi su un altro corpo celeste».
Grazie ai dati della LRO gli scienziati sono riusciti a comporre una mappa della superficie lunare compresa tra 80 gradi di latitudine nord e 80 gradi sud che mostra oltre 136.000 cadute di massi con diametri di oltre due metri e mezzo.
Le cadute di massi sono dovute ad impatti di asteroidi che creano piccoli terremoti sul suolo lunare. Si pensa che circa l'80% si dovuto proprio a questi impatti e che la maggior parte dei rotolamenti avviene in prossimità delle pareti dei crateri prodotti da questi impatti.  Bickel:  «Apparentemente gli impatti influenzano e modificano la geologia di una regione su scale molto lunghe i risultati della ricerca suggeriscono che anche le superfici di altri corpi celesti senza atmosfera come Vesta o Mercurio potrebbero subire la stessa evoluzione».




La traccia lasciata da un masso. Credito:NASA

image credits to LROC/ASU/NASA

lunedì 1 giugno 2020

30 maggio 2020 Si apre l'era dei voli commerciali con uomini a bordo

Le rivoluzioni non avvengono a comando. Ci vogliono le condizioni giuste. Di: Patrizia Caraveo


Il 27 maggio il mondo si preparava a vivere una rivoluzione nei lanci spaziali. Per la prima volta nella storia del volo umano la responsabilità di un lancio con astronauti era nelle mani di un’industria privata piuttosto che di un’agenzia spaziale. Inoltre, doveva essere il primo lancio dal suolo americano dopo uno iato di nove anni, da quando, nel 2011, lo Shuttle è stato mandato in pensione. Da allora, gli astronauti della NASA hanno raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale a bordo di capsule russe pagando, ogni volta, un biglietto di circa 80 milioni di dollari. Il prezzo effettivo avrebbe dovuto essere di 90 milioni, ma la NASA aveva negoziato uno sconto, come quando si acquista il carnet di biglietti piuttosto che quello singolo.

La dipendenza dalla Russia non aveva mai fatto piacere alla NASA, e ai politici americani, e tutti aspettavano con ansia la ripresa dei lanci made in USA.



Bob Behnken e Doug Hurley  


La rivoluzione di SpaceX


Sulla storica piattaforma 39 A di Cape Canaveral, da dove erano partite le missioni Apollo e poi gli Shuttle, era pronto un razzo Falcon 9 con due astronauti a bordo della capsula Crew Dragon, tutto progettato e costruito da SpaceX, uno dei nuovi colossi dell’industria spaziale.

In effetti, anche la piattaforma di lancio non è più la stessa: Space X l’ha affittata e l’ha modificata.
Le novità non si fermano al razzo e alla capsula, tutta la coreografia del lancio è cambiata sotto il segno di Elon Musk.
Gli astronauti, Doug Hurley e Bob Behnken, entrambi veterani con due missioni ciascuno con lo Space Shuttle, hanno indossato tute bianche con una banda laterale nera, disegnate da un famoso costumista di Hollywood, complete di caschi stampati in 3D e hanno raggiunto la piattaforma di lancio a bordo di Tesla bianche.

La Tesla utilizzata per arrivare al PAD di lancio

Secondo Elon Musk le nuove tute dovrebbero evocare lo smoking perché, a suo parere, lo smoking sta bene a tutti. I critici sostengono che forse sono troppo attillate per astronauti non giovanissimi che non hanno più fisici tipo James Bond.

Le aspettative erano alte. Nonostante la NASA avesse cercato di scoraggiare gli spettatori che si ammassano sulle spiagge intorno alla base per assistere ai lanci importanti, si era radunata una bella folla. Era arrivato persino il presidente Trump alla ricerca di una bella notizia.

Ma neanche l’orgoglio nazionale può nulla contro il meteo che si rifiuta di collaborare e il tentativo del 27 maggio è stata annullato causa brutto tempo. In verità l’ufficiale responsabile per le previsioni meteo dice che le nubi stanno passando e tempo 10 minuti si dovrebbe poter lanciare, ma 10 minuti sono troppi per il Crew Dragon che ha un appuntamento con la ISS (la Stazione Spaziale Internazionale) e deve partire esattamente all’ora prestabilita.



Jim Bridenstine e Elon Musk salutano i due astronauti dopo la vestizione delle nuove tute.






Tutto rimandato a sabato 30 maggio, quando la coreografia si ripete (c’è anche il Presidente) e questa volta il meteo collabora e il lancio è bellissimo con un ritorno perfetto del primo stadio che si posa sulla piattaforma galleggiante. In effetti, quando la capsula entra in orbita, si vede che gli astronauti non sono soli a bordo, fluttuando a gravità zero, fa capolino un piccolo dinosauro. Entrambi hanno figli affascinati dai dinosauri e hanno pensato che sarebbero stati felici di vedere uno dei loro giocattoli in orbita.


il lancio del Falcon 9 con a bordo i primi due astronauti commerciali.

Soddisfazione generale. Elon Musk ha fatto la storia e la NASA ha risparmiato qualche decina di milioni visto che il lancio si dice sia costato 60 milioni a persona. Un vero affare.
Una volta in orbita, gli astronauti si tolgono la tuta, mangiano, dormono e poi offrono al pubblico una visita guidata alla loro capsula, che hanno deciso di chiamare Endeavour come la nave di James Cook, ma anche come uno degli Shuttle sul quale entrambi hanno fatto il loro primo viaggio nello spazio.

La prima diretta da una capsula Dragon.

Poco meno di 19 ore dopo il lancio ecco l’attracco alla Stazione Spaziale Internazionale, dove i due astronauti passeranno i prossimi mesi. Momento particolarmente toccante per Doug Hurley che aveva preso parte all’ultima missione dello Shuttle nel 2011 e ora è tornato alla ISS come comandante del nuovo veicolo commerciale. 

Un piccolo passo verso un nuovo grande passo dell’umanità?
Credito immagini:NASA e SpaceX


i momenti finali dell'attracco

la sonda di docking della capsula Dragon pochi attimi prima del contatto con la ISS
l'equipaggio della ISS al completo durante la cerimonia di benvenuto.