giovedì 30 aprile 2020

La NASA sceglie i 3 team per il nuovo lander lunare

Oggi durante la conferenza NASA, 3 aziende: Dynetics, SpaceX e il team capitanato da Blue Origin, sono state selezionate per sviluppare il sistema di atterraggio umano sulla Luna per il programma Artemis.  Le tre compagnie avranno 10 mesi di tempo per presentare il progetto finale. 

I tre progetti in gara

Con un notevole investimento pari a 979 milioni di dollari, i funzionari dell'agenzia spaziale hanno ribadito in  che restano impegnati a far atterrare una coppia di astronauti sulla Luna entro il 2024 e a costruire una presenza sostenibile entro il 2028. Alla domanda se il 2024 fosse ancora "sul tavolo" nonostante la pandemia COVID-19 e la miriade di altre sfide con una linea temporale così "aggressiva", il capo del volo spaziale umano della NASA, Doug Loverro, ha risposto: "Non è solo sul tavolo, è il tavolo".

L'amministratore della NASA Jim Bridenstine: "Con i tre appaltatori penso che la NASA abbia tutto ciò che serve per avere successo per l'atterraggio del 2024, e non solo, abbiamo ciò che è necessario per una presenza lunare sostenibile entro il 2028. Siamo entusiasti. Ognuno di questi appaltatori non porta solo progetti unici, ma anche storie e filosofie uniche. Tutto questo rende la NASA migliore".

Bridenstine ha aggiunto che gli importi dei singoli premi non riflettono una classifica o una preferenza da parte dell'agenzia spaziale, ma si basano sugli importi richiesti da ciascuna delle tre squadre e sulla portata del lavoro da completare nei prossimi 10 mesi.  Bridenstine:"Alcune persone potrebbero guardare agli importi erogati e pensare che stiamo facendo dei favoritismi, in realtà non è così".

La NASA sta adottando un duplice approccio verso il programma Artemis. L'agenzia ha un chiaro mandato dalla Casa Bianca di fare atterrare gli esseri umani sulla Luna entro il 2024. Alcuni hanno giudicato il 2024 come una data "politica", ma i sostenitori della linea temporale veloce dicono che la Casa Bianca ha iniettato la necessaria urgenza nel programma. Allo stesso tempo, la NASA vuole e deve anche evitare le insidie del Programma Apollo, che ha effettuato sei missioni sulla Luna e poi si è concluso a causa degli alti costi.  Il costo stimato per l'atterraggio sulla Luna nel 2024 è di 35 miliardi di dollari.




I tre contendenti


Dynetics

Il Team Dynetics è uno dei tre principali appaltatori selezionati. Il progetto è supportato da partner e subappaltatori e comprende Thales Alenia Space Italia. Dynetics ha ottenuto dalla NASA 253 milioni di dollari.La compagnia include la Sierra Nevada Corporation come partner principale.

L'approccio Dynetics consente la riutilizzabilità e la sostenibilità a breve termine e fornisce una capacità di atterraggio robusta e supportata commercialmente, pur vantando tecnologie collaudate per l'habitat, l'energia, il termico e altri sottosistemi. Il lander ALPACA è progettato per ospitare due membri dell'equipaggio per missioni nominali dall'orbita lunare alla superficie lunare e viceversa, compresa la permanenza sulla superficie lunare per circa una settimana. In alternativa, può trasportare fino a quattro membri dell'equipaggio da o verso la superficie lunare. 

"Non c'è davvero missione più eccitante di quella di portare esseri umani verso  altri corpi planetari", ha detto Kim Doering, vice presidente della Dynetics Space Systems. "Tuttavia, è anche uno degli sforzi più impegnativi, soprattutto se si considera l'obiettivo di atterrare sulla Luna nel 2024. Crediamo che la Dynetics abbia la ricetta per il successo finale".

Il Dynetics HLS può essere completamente integrato e lanciato dal sistema di lancio spaziale (SLS). Per i lanci commerciali, può volare a bordo del razzo Vulcan Centaur della United Launch Alliance.             

Con Dynetics come appaltatore principale e system integrator, il team è composto da un'ampia e diversificata serie di piccole e medie imprese, nonché da centri sul campo della NASA con competenze tecniche ed esperienza programmatica riconosciute nel settore. Il team guidato da Dynetics si trova in 17 stati degli Stati Uniti e in un paese internazionale. I principali componenti e sottosistemi saranno costruiti, testati e integrati in una struttura Dynetics nel nord dell'Alabama. 

Thales Alenia Space sarà impegnata nella progettazione della capsula che ospiterà l’equipaggio: struttura principale, finestre, portelloni di ingresso e uscita per attività extra-veicolari oltre ai sistemi di protezione termica e micro-meteoritica. La  struttura della cabina pressurizzata sarà il "core" dell'intero sviluppo del lander, per la sicurezza degli astronauti  Il piano è infatti quello di presentare la Preliminary Design Review (PDR) entro l’anno, al fine di poter essere pronti nel momento in cui NASA selezionerà il gruppo vincente, alla  realizzazione delle prime due unità di volo designate per le missioni del 2024 e del 2026. 
Il nuovo ceo di Thales Alenia Space Italia e Senior Executive Vice President del Dominio di Osservazione, Esplorazione e Navigazione in Thales Alenia Space, Massimo Comparini dopo l'assegnazione del bando, ha dichiarato: “In questo momento decisivo per le missioni spaziali umane, siamo orgogliosi e onorati di essere al fianco di Dynetics. Thales Alenia Space ha il privilegio di poter contribuire a questa grande avventura. L'azienda è  da sempre impegnata nell’esplorazione spaziale e metterà in pratica i suoi oltre 40 anni di esperienza sul campo per realizzare in sicurezza il lander che porterà la prima donna e il prossimo uomo a camminare sul suolo lunare”.

Dynetics sta anche fornendo hardware critico allo stadio centrale del sistema di lancio spaziale della NASA (SLS), allo stadio superiore di esplorazione, al veicolo dell'equipaggio polivalente di Orion e alla stazione spaziale internazionale (ISS).



                                            Credit: Dynetics






Blue Origin

Il 'National Team' guidato da Blue Origin ha ottenuto dalla NASA 579 milioni di dollari. 



L'utilizzo delle tecnologie esistenti e quelle in fase di sviluppo permetteranno di raggiungere l'obiettivo della NASA di atterrare al Polo Sud della Luna. Il modulo di ascesa della Lockheed Martin è basato su Orion; l'Elemento di trasferimento della Northrop Grumman è basato su Cygnus; e il modulo di discesa di Blue Origin è basato sul lander Blue Moon e sul motore BE-7, che è in sviluppo da diversi anni.

Bob Smith, CEO di Blue Origin ha dichiarato: "Il programma Artemis della NASA sarà la prossima grande pietra miliare nella storia del volo umano nello spazio e siamo onorati di farne parte. Il nostro team porta un patrimonio, una passione e un'innovazione senza pari che permetterà agli americani di tornare sulla superficie lunare e di ispirare un'altra generazione. È ora di tornare sulla Luna, questa volta per restare".

"Lockheed Martin è onorata di essere partner di Blue Origin, viviamo un momento storico che il mondo ricorderà per generazioni", ha dichiarato Rick Ambrose, vicepresidente esecutivo della Lockheed Martin Space. "Gli astronauti di Artemis scenderanno sulla superficie e saliranno in orbita lunare all'interno di un modulo di risalita avanzato. Il modo migliore per realizzare tutto questo in modo sicuro e rapido è sfruttare l'investimento della NASA nella capsula Orion, un'astronave spaziale già esistente, che massimizza l'addestramento e le operazioni comuni".

"Riportare gli esseri umani sulla superficie lunare è un obiettivo stimolante per la nostra nazione", ha detto Blake Larson, vice presidente aziendale e presidente della Northrop Grumman Space Systems. "Siamo orgogliosi di sostenere questo team e la NASA con la nostra decennale esperienza.

"L'ampia esperienza della  Draper nel campo dell'avionica per l'esplorazione umana sono rafforzati dai lavori in corso sull'Orion della Lockheed Martin, sull'SLS della NASA, sul motore Cygnus di Northrop Grumman e sul motore Blue Origin, nei programmi New Glenn e Blue Moon", ha dichiarato Seamus Tuohy, Direttore Principale dei Sistemi Spaziali, Draper. "Siamo pronti con questo grande team a riportare gli umani sulla Luna.

Ogni partner del team porta soluzioni come leader del settore:
Blue Origin, in qualità di capocommessa, guida la gestione del programma, l'ingegneria dei sistemi, la sicurezza e la garanzia delle missioni, l'ingegneria e le operazioni di missione; e sviluppa il modulo di discesa.
Lockheed Martin sviluppa il veicolo riutilizzabile Ascent Element e condurrà le operazioni di volo con equipaggio e il loro addestramento.
Northrop Grumman sviluppa il veicolo di trasferimento che porta il sistema di atterraggio in orbita lunare bassa per la discesa finale.
Draper guida la discesa e fornisce l'avionica di volo.
Il Team non vede l'ora di intraprendere i prossimi passi con la NASA e di continuare a progredire per tornare sulla Luna - questa volta per restare. Credit Blue Origin

Credit Blue Origin



SpaceX



SpaceX è la terza società seleziona dalla NASA. La compagnia di Elon Musk ha ottenuto 135 milioni di dollari. 

L'azienda è già un solido partner della NASA, vedi il prossimo lancio con due astronauti americani che partiranno con la capsula DRAGON per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, inoltre  Starship potrebbe offrire alla NASA una soluzione con un sistema riutilizzabile ed a basso costo.

Il ritorno sulla Luna e lo sviluppo di basi per sostenere le future esplorazioni spaziali richiede il trasporto di grandi quantità di moduli verso la Luna per la ricerca e lo sviluppo.

Il sistema di SpaceX completamente riutilizzabile è in grado di sostenere questo sforzo trasportando i moduli necessari per consentire la costruzione di  una base lunare. 

Uno dei vantaggi di Starship è quello di essere in grado di trasportare 110 tonnellate fino alla superficie della luna

SpaceX ha in programma una sua missione con equipaggio per un volo intorno alla luna prenotato dal miliardario giapponese Yusaku Maezawa, che ha in programma di portare con sé una manciata di artisti. La missione è prevista per il 2023. 


                                 Illustrazione artistica Credito: SpaceX


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mercoledì 29 aprile 2020

Nuova mappa geologica della Luna

Vi siete mai chiesti che tipo di rocce compongono quelle macchie luminose e scure sulla luna?  L'USGS ha appena pubblicato una nuova dettagliata mappa per spiegare la storia di 4 miliardi e mezzo di anni del nostro satellite naturale.

Per la prima volta, l'intera superficie lunare è stata completamente mappata e classificata in modo uniforme dagli scienziati dell'USGS Astrogeology Science Center, in collaborazione con la NASA e l'Istituto Planetario Lunare.

L'animazione mostra la nuova mappa geologica unificata della Luna con topografia rirpesa dell'altimetro laser lunare (LOLA). Questa mappa geologica è una sintesi di sei mappe geologiche dell'era Apollo, aggiornate sulla base dei dati delle recenti missioni satellitari. 

La mappa lunare, chiamata "Unified Geological Map of the Moon", servirà come riferimento per lo studio geologico della superficie lunare per le future missioni umane e sarà di inestimabile valore  per la comunità scientifica internazionale, gli educatori e il pubblico. La mappa digitale è ora disponibile online e mostra la geologia della Luna in modo incredibilmente dettagliato (scala 1:5.000.000).

"La gente è sempre stata affascinata dalla Luna e da quando potremmo tornare", ha detto l'attuale direttore dell'USGS ed ex astronauta della NASA Jim Reilly. "Quindi, è meraviglioso vedere l'USGS creare una risorsa che può aiutare la NASA nella pianificazione delle missioni future".

Per creare la nuova mappa digitale, gli scienziati hanno utilizzato le informazioni di sei mappe regionali dell'era Apollo insieme alle informazioni aggiornate delle recenti missioni satellitari sulla Luna. Le mappe esistenti sono state ridisegnate per allinearle alle moderne, conservando così le osservazioni e le interpretazioni precedenti. Oltre alla fusione di dati nuovi e vecchi, i ricercatori dell'USGS hanno anche sviluppato una descrizione unificata della stratigrafia della Luna. Questo ha risolto i problemi delle mappe precedenti, dove i nomi, le descrizioni e le età delle rocce erano a volte incoerenti.

"Questa mappa è il culmine di un progetto durato decenni", ha detto Corey Fortezzo, geologo dell'USGS e autore principale. "Fornisce informazioni vitali per nuovi studi scientifici, collegando l'esplorazione di siti specifici sulla luna con il resto della superficie lunare".

I dati di elevazione per la regione equatoriale della Luna provengono da osservazioni stereo raccolte dalla Terrain Camera sulla recente missione SELENE (Selenological and Engineering Explorer) condotta dalla JAXA, l'Agenzia giapponese per l'esplorazione aerospaziale. La topografia per i poli nord e sud è stata integrata con i dati del Lunar Orbiter Laser Altimeter della NASA.

Per maggiori dettagli sulla mappa Unified Geologic Map of the Moon
Credito: NASA/GSFC/USGS.


Questa mappa geologica è una sintesi di sei mappe geologiche regionali dell'era Apollo, aggiornate sulla base dei dati delle recenti missioni satellitari. Servirà come riferimento per la scienza lunare e per le future missioni umane sulla Luna. Credito: NASA/GSFC/USGS.



               Animazione della nuova mappa geologica unificata della Luna. NASA/GSFC/USGS



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sabato 25 aprile 2020

APOLLO 13 VIDEOCONFERENZA



28 aprile 2020 ORE 17:00

APOLLO 13 50° ANNIVERSARIO
"UN FALLIMENTO DI SUCCESSO"

Youtube link








martedì 14 aprile 2020

Pillole di Apollo: Un dispositivo geniale per Apollo 13

La  storia di un "dispositivo" geniale che ha salvato l'equipaggio dell'Apollo 13
durante il rocambolesco viaggio dalla Terra alla Luna e ritorno.

Subito dopo la decisione del Mission Control di annullare lo sbarco sulla luna a seguito di un'esplosione di un serbatoio di ossigeno nel modulo di servizio, gli astronauti furono spostati nel Modulo Lunare al fine di risparmiare energia che sarebbe stata indispensabile in seguito per il rientro sulla Terra.

Il  Modulo Lunare era stato progettato per solo due persone per un periodo di 36 ore, non tre astronauti per 96 ore... Ben presto scoprirono che l'anidride carbonica stava riempiendo in fretta la piccola cabina del LM, mettendo la loro vita dei tre uomini in estremo pericolo. 

Al momento di cambiare i depuratori di CO2 (di forma cilindrica)  nel Modulo Lunare con quelli nuovi, si resero conto che avevano solo depuratori di CO2 del modulo di comando. Houston: "nessun problema, andate nel CM a prenderli!" Presto i tre astronauti ebbero la cattiva notizia... Le cartucce del CM avevo forma e dimensioni diverse e non potevano essere utilizzati.

A tempo di record, la Divisione Sistemi Equipaggio crearono  un adattatore improvvisato utilizzando ogni sorta di pezzi strani e casuali, come una copertina del manuale di volo, parti di una tuta e un calzino... 

Dialoghi originali:
03 18 43 41 Kerwin: Okay, Jack. The next step is to stop up the bypass hole, which is the hole in the center of the bottom of the canister; we want to stop that up because we don't want to bypass the flow; and I forgot to tell you to get something to stick in that hole. We recommend that you either use a wetwipe, or cut off a piece of sock and stuff it in there, or you could probably even crumple up some tape and use that. Over.

03 18 44 13 Swigert: Okay. We'll start plugging up the bypass hole.


Il CAPCOM (Capsule Communicator) trasmise agli astronauti le "inusuali"  istruzioni  per assemblare questa specie di  "cassetta postale".
I tre astronauti lottavano contro il tempo e cercando di combattere gli effetti del gas velenoso che stava rapidamente asfissiando i loro cervelli.

Questa la procedura, richiese circa un'ora per essere completata e consentì l'installazione di una cartuccia di Litio del  Modulo di Comando Odyssey nel Modulo Lunare Acquarius, salvando così la vita all'equipaggio di Apollo 13.

Deke Slayton illustra il sistema che gli astronauti devono costruire a bordo del Modulo Lunare

Disegno della configurazione per il corretto funzionamento.



Jack Swigert, pilota del modulo di comando mentre collega il dispositivo, aiutato dal Comandante Jim Lovell.

La cartuccia di litio a bordo del Modulo Lunare dopo l'adattamento.








lunedì 13 aprile 2020

Covid-19 Messaggio di Fred Haise Apollo 13 Lmp

In occasione del 50° anniversario della missione Apollo 13, Fred Haise pilota del modulo lunare, mi ha inviato un video messaggio carico di significati. (11 aprile 2020). Ha ricordato la sua storica missione, che tenne il mondo con il fiato in sospeso per 6 giorni nell'aprile del 1970. 

Il momento che viviamo è tragico, il virus Covid-19 ha colpito tutto il Pianeta e in particolare il nostro Paese. Migliaia di vittime e di famiglie distrutte, economia in frantumi, la gente è disorientata. 

Spero che le parole di Fred Haise, siano di conforto e diano speranza per il futuro. Parole che vengono da un uomo che ha superato una delle più grandi prove durante il viaggio dalla Terra alla Luna, parole pronunciate da un uomo straordinario: il mio caro amico "Freddo".



Hello, my name is Fred Haise. This week we’re coming up on Saturday, April 11th, the fiftieth anniversary of the launch of Apollo 13. Some semblance of today, Apollo 13 was planned to be the third landing on the moon, but we ran into problems. We had a sudden unexpected explosion to deal with, and rather than follow our normal plan, trained mission plan we had, we had to do a lot of things different. We had to do workarounds. We had to be able to accommodate a different way of doing things, to handle the situation, that enabled us to get home.

Somewhat similar, the world now is facing this unusual happening to deal with, this challenge of a virus that has affected across the world many many countries. We similarly have been asked, and have to do, things differently than normal. We are expected to do things we’d just soon not do, that are inconvenient. But it's key that we follow that that has been worked out by experts, that will help relieve the problem, and follow the rules, the new rules if you will, of how we live our life day-to-day.

We’re blessed with having the smart people at work to try to create a serum that will solve the problem. We have the help of many workers in the health industry and people who are ensuring we have supplies. But we have to be able to accommodate, to be versatile and deal with this situation.

I wish all of you well, particularly Luigi, who is a good friend of mine in Italy, I've been to Italy many times, people are very friendly and outgoing. I have always enjoyed my visits there. And I know this is hard to do, to stay at home as much as we’re being asked to do, but that's what it takes to solve this problem. I wish all well, and stay safe.

Traduzione di Paolo Attivissimo

Buongiorno, mi chiamo Fred Haise. Questa settimana ci avviciniamo a sabato 11 aprile, cinquantesimo anniversario del lancio di Apollo 13. Con una certa analogia alla situazione odierna, Apollo 13 doveva essere il terzo allunaggio, ma ci imbattemmo in alcuni problemi. Ci trovammo a dover affrontare uno scoppio imprevisto e improvviso, e invece di seguire il nostro piano normale, il piano di missione per il quale ci eravamo addestrati, dovemmo fare molte cose in maniera differente. Dovemmo adottare soluzioni di ripiego. Dovemmo essere capaci di adeguarci a un modo differente di fare delle cose, per gestire la situazione, che ci permise di tornare a casa.

In maniera piuttosto simile, il mondo oggi affronta questo evento insolito da gestire, questa sfida di un virus che ha colpito molti, molti paesi in tutto il mondo. A noi, analogamente, è stato chiesto di fare, e dobbiamo fare, le cose in maniera diversa dal normale. Ci si attende che facciamo cose che preferiremmo non fare e che sono scomode. Ma è essenziale che seguiamo quello che è stato elaborato dagli esperti, che ci aiuterà ad alleviare il problema, e che rispettiamo le regole, le nuove regole se volete, di come viviamo la nostra vita quotidiana.

Abbiamo la fortuna di avere persone intelligenti che lavorano per cercare di creare un siero che risolva il problema. Abbiamo l’aiuto di tanti operatori sanitari e di persone che garantiscono che riceviamo gli approvvigionamenti. Ma dobbiamo essere capaci di adeguarci, di essere versatili e di gestire questa situazione.

Auguro ogni bene a tutti voi, in particolare a Luigi, che è un mio caro amico in Italia. Sono stato in Italia tante volte, la gente è molto amichevole e aperta. Le mie visite in Italia mi sono sempre piaciute tanto. E so che è difficile farlo, è difficile restare a casa tanto quanto ci viene chiesto di fare, ma è quello che è necessario fare per risolvere questo problema. Auguro a tutti ogni bene, e state al sicuro.

venerdì 10 aprile 2020

APOLLO 13 50° ANNIVERSARIO 1970-2020



Fred Haise (a sinistra), Jack Swigert e Jim Lovell posano il giorno prima del lancio il 10 aprile 1970. (NASA)


Quarantasei ore e 43 minuti dall'inizio del volo di Apollo 13, il Capcom Joe Kerwin contatta il comandante Jim Lovell: "La nave spaziale è davvero in forma per quanto ci riguarda e ci annoiamo molto". Nove ore dopo, le cose diventarono molto meno noiose:un rimescolamento di routine dei serbatoi criogenici dell'ossigeno per evitare che il prezioso gas super-raffreddato si stratificasse, causò un'esplosione nel serbatoio 2. Con la fuoriuscita questo gas vitale, Apollo 13 perse lentamente elettricità, luce e la fornitura dell'acqua. Naturalmente nessuno a bordo o a Houston sapeva in quel momento cosa esattamente era successo e che l'equipaggio di Apollo 13 non sarebbe atterrato sulla Luna.

Rappresentazione grafica 


Se volete saperne di più, approfondire, conoscere dettagli e curiosità della missione Apollo 13, acquistate PROGETTO APOLLO "Il sogno più grande dell'uomo" Un libro che racconta tutto il programma lunare.




I miei incontri con i protagonisti della storica missione Apollo 13

Il Capitano di Apollo 13, James "Jim" Lovell 


Jim Lovell - Wikipedia

"Il fatto che puoi mettere il tuo pollice sul finestrino della capsula e nascondere completamente la Terra dietro di esso è un concetto che ti mostra quanto sia insignificante la tua esistenza rispetto all’universo … Pensi al fatto di nascondere l’intera Terra. Tutto quello che hai fatto. Tutte le persone che conosci. Tutti i posti in cui sei stato. I continenti. Tutti le grosse dispute. Pensa alle varie guerre in corso a quel tempo. I problemi a casa, il dissenso … Il 1968 è stato un anno davvero brutto. La guerra in Vietnam che continuava. La convention democratica a Chicago è stata un disastro. Non è stato un buon anno … e questo gesto ti fa sentire modesto, perchè tutto si ridimensiona".   Jim Lovell (dal libro: Voices from the Moon)




Lovell: "In questo mondo ci sono 3 tipi di persone, ci sono persone che fanno accadere le cose, ci sono persone che guardano le cose mentre accadono e ci sono persone che si chiedono cosa è successo. Nell'aprile del 1970, le persone al Controllo Missione erano il gruppo che faceva le cose che accadono".
Ho incontrato Lovell innumerevoli volte e in molti Paesi, ma per me è sempre la prima volta, quando si è a contatto con uomini che hanno scritto pagine di Storia dell'astronautica mondiale. 

“La gente mi chiede spesso: Vi siete fatti prendere dal panico quando c’è stato l’incidente di Apollo 13? Io rispondo, Beh, avremmo potuto farci prendere dal panico, prendere a testate le pareti per 5 minuti. E appena finito, ci saremmo ritrovati ancora allo stesso posto’.  La ragione per cui ho detto che è stata una missione per piloti colaudatori è che ci è stata assegnata una situazione, ci è stata data un’opportunità, forse per mostrare veramente la nostra competenza e il nostro talento nel gestire una situazione quasi certamente catastrofica e ritornare a casa sani e salvi. Questo è il motivo per cui penso che Apollo 13, più di ogni altro volo – incluso Apollo 11 - rappresenta un vero volo per piloti collaudatori.” Jim Lovell Comandante Apollo 13


Apollo 13: Fred "Freddo" Haise



Incontro spesso Fred Haise ed è sempre un piacere, perché "Freddo" - come veniva chiamato durante  il programma Apollo - è una persona speciale. All'inizio pensavo: mio Dio, quest'uomo era a bordo di Apollo 13! Oggi è un amico sempre disponibile a raccontare le sue avventure.
Fred Haise: "La nostra missione è stata un fallimento... Voglio dire non c'era niente da fare. Non c'è dubbio è stata una buona prova di affiatamento che ci ha salvato da una brutta situazione, ma allo stesso tempo, rispetto alla missione prevista è stato un fallimento. La sensazione che ho provato per diversi mesi dopo il volo è stata la delusione cocente. Quando è avvenuta l'esplosione è stata un'emozione incredibile con una grande sensazione di affondare. La più grande delusione della mia vita".


Houston 2012 In viaggio di Fred Haise e un campione di roccia lunare prestatomi dalla NASA

Haise mi ha raccontato che il trauma di Apollo 13 è cominciato anche prima del decollo, quando a pochi giorni dal lancio Ken Mattingly è stato escluso dal volo a causa di una "sospetta" rosolia e sostituito con la riserva Jack Swigert.

Haise: "Il cambiamento dell'equipaggio è stato di per se emozionante, hai una squadra, si è lavorato insieme per un lungo periodo, e ora, all'ultimo momento si sta perdendo parte della squadra".

Dopo l'esplosione, gli astronauti hanno dovuto sopportare un calvario di quattro giorni in cui hanno lottato per raggiungere la Terra. Con l'aiuto di migliaia di controllori di volo, ingegneri e dirigenti della NASA, che hanno lavorato giorno e notte per escogitare la procedure necessarie per il ritorno sicuro degli astronauti.

Haise: "Se avessimo cercato di attivare il Modulo Lunare e questo non si fosse attivato, allora in quel preciso momento avrei saputo la verità: Saremmo morti! Ma non abbiamo mai provato nulla di simile il LM si accese e fece egregiamente il suo dovere, salvandoci la vita".


Pontefract (Eng.) 2014  Incontro durante la cena di gala in onore di Fred Haise



Garden City, New York  16 aprile 2015

Il Cradle of Aviation Museum ha ospitato la celebrazione del 45 ° anniversario dell missione Apollo 13, con la presenza degli astronauti Jim Lovell, Fred Haise e del Flight Director, Gene Kranz.

New York 2015  da sinistra: Gene Kranz, James Lovell, Luigi Pizzimenti e Fred Haise 





Gli astronauti dell'Apollo 13: Jim Lovell (a sinistra) e Fred Haise (a destra)  parlano con un geologo al Black Canyon Crater Field, febbraio 1970, a circa  100 km a sud-ovest di Flagstaff. Si trattava di un sito di 14 ettari in cui sono state utilizzate ben 850 tonnellate di TNT e 43 tonnellate di nitrato di ammonio per creare 380 crateri di diametro variabile da 2 a 25 metri.