venerdì 10 aprile 2020

APOLLO 13 50° ANNIVERSARIO 1970-2020



Fred Haise (a sinistra), Jack Swigert e Jim Lovell posano il giorno prima del lancio il 10 aprile 1970. (NASA)


Quarantasei ore e 43 minuti dall'inizio del volo di Apollo 13, il Capcom Joe Kerwin contatta il comandante Jim Lovell: "La nave spaziale è davvero in forma per quanto ci riguarda e ci annoiamo molto". Nove ore dopo, le cose diventarono molto meno noiose:un rimescolamento di routine dei serbatoi criogenici dell'ossigeno per evitare che il prezioso gas super-raffreddato si stratificasse, causò un'esplosione nel serbatoio 2. Con la fuoriuscita questo gas vitale, Apollo 13 perse lentamente elettricità, luce e la fornitura dell'acqua. Naturalmente nessuno a bordo o a Houston sapeva in quel momento cosa esattamente era successo e che l'equipaggio di Apollo 13 non sarebbe atterrato sulla Luna.

Rappresentazione grafica 


Se volete saperne di più, approfondire, conoscere dettagli e curiosità della missione Apollo 13, acquistate PROGETTO APOLLO "Il sogno più grande dell'uomo" Un libro che racconta tutto il programma lunare.




I miei incontri con i protagonisti della storica missione Apollo 13

Il Capitano di Apollo 13, James "Jim" Lovell 


Jim Lovell - Wikipedia

"Il fatto che puoi mettere il tuo pollice sul finestrino della capsula e nascondere completamente la Terra dietro di esso è un concetto che ti mostra quanto sia insignificante la tua esistenza rispetto all’universo … Pensi al fatto di nascondere l’intera Terra. Tutto quello che hai fatto. Tutte le persone che conosci. Tutti i posti in cui sei stato. I continenti. Tutti le grosse dispute. Pensa alle varie guerre in corso a quel tempo. I problemi a casa, il dissenso … Il 1968 è stato un anno davvero brutto. La guerra in Vietnam che continuava. La convention democratica a Chicago è stata un disastro. Non è stato un buon anno … e questo gesto ti fa sentire modesto, perchè tutto si ridimensiona".   Jim Lovell (dal libro: Voices from the Moon)




Lovell: "In questo mondo ci sono 3 tipi di persone, ci sono persone che fanno accadere le cose, ci sono persone che guardano le cose mentre accadono e ci sono persone che si chiedono cosa è successo. Nell'aprile del 1970, le persone al Controllo Missione erano il gruppo che faceva le cose che accadono".
Ho incontrato Lovell innumerevoli volte e in molti Paesi, ma per me è sempre la prima volta, quando si è a contatto con uomini che hanno scritto pagine di Storia dell'astronautica mondiale. 

“La gente mi chiede spesso: Vi siete fatti prendere dal panico quando c’è stato l’incidente di Apollo 13? Io rispondo, Beh, avremmo potuto farci prendere dal panico, prendere a testate le pareti per 5 minuti. E appena finito, ci saremmo ritrovati ancora allo stesso posto’.  La ragione per cui ho detto che è stata una missione per piloti colaudatori è che ci è stata assegnata una situazione, ci è stata data un’opportunità, forse per mostrare veramente la nostra competenza e il nostro talento nel gestire una situazione quasi certamente catastrofica e ritornare a casa sani e salvi. Questo è il motivo per cui penso che Apollo 13, più di ogni altro volo – incluso Apollo 11 - rappresenta un vero volo per piloti collaudatori.” Jim Lovell Comandante Apollo 13


Apollo 13: Fred "Freddo" Haise



Incontro spesso Fred Haise ed è sempre un piacere, perché "Freddo" - come veniva chiamato durante  il programma Apollo - è una persona speciale. All'inizio pensavo: mio Dio, quest'uomo era a bordo di Apollo 13! Oggi è un amico sempre disponibile a raccontare le sue avventure.
Fred Haise: "La nostra missione è stata un fallimento... Voglio dire non c'era niente da fare. Non c'è dubbio è stata una buona prova di affiatamento che ci ha salvato da una brutta situazione, ma allo stesso tempo, rispetto alla missione prevista è stato un fallimento. La sensazione che ho provato per diversi mesi dopo il volo è stata la delusione cocente. Quando è avvenuta l'esplosione è stata un'emozione incredibile con una grande sensazione di affondare. La più grande delusione della mia vita".


Houston 2012 In viaggio di Fred Haise e un campione di roccia lunare prestatomi dalla NASA

Haise mi ha raccontato che il trauma di Apollo 13 è cominciato anche prima del decollo, quando a pochi giorni dal lancio Ken Mattingly è stato escluso dal volo a causa di una "sospetta" rosolia e sostituito con la riserva Jack Swigert.

Haise: "Il cambiamento dell'equipaggio è stato di per se emozionante, hai una squadra, si è lavorato insieme per un lungo periodo, e ora, all'ultimo momento si sta perdendo parte della squadra".

Dopo l'esplosione, gli astronauti hanno dovuto sopportare un calvario di quattro giorni in cui hanno lottato per raggiungere la Terra. Con l'aiuto di migliaia di controllori di volo, ingegneri e dirigenti della NASA, che hanno lavorato giorno e notte per escogitare la procedure necessarie per il ritorno sicuro degli astronauti.

Haise: "Se avessimo cercato di attivare il Modulo Lunare e questo non si fosse attivato, allora in quel preciso momento avrei saputo la verità: Saremmo morti! Ma non abbiamo mai provato nulla di simile il LM si accese e fece egregiamente il suo dovere, salvandoci la vita".


Pontefract (Eng.) 2014  Incontro durante la cena di gala in onore di Fred Haise



Garden City, New York  16 aprile 2015

Il Cradle of Aviation Museum ha ospitato la celebrazione del 45 ° anniversario dell missione Apollo 13, con la presenza degli astronauti Jim Lovell, Fred Haise e del Flight Director, Gene Kranz.

New York 2015  da sinistra: Gene Kranz, James Lovell, Luigi Pizzimenti e Fred Haise 





Gli astronauti dell'Apollo 13: Jim Lovell (a sinistra) e Fred Haise (a destra)  parlano con un geologo al Black Canyon Crater Field, febbraio 1970, a circa  100 km a sud-ovest di Flagstaff. Si trattava di un sito di 14 ettari in cui sono state utilizzate ben 850 tonnellate di TNT e 43 tonnellate di nitrato di ammonio per creare 380 crateri di diametro variabile da 2 a 25 metri.





Nessun commento: