lunedì 25 marzo 2019

Libro: PROGETTO APOLLO "50° anniversario dello sbarco sulla Luna"

Quest’anno si celebrano i 50 anni dallo sbarco sulla Luna, Il 20 luglio 1969 l’uomo per la prima volta pose il piede sul nostro satellite naturale. L’era spaziale era nata molti anni prima con il volo di Gagarin, mentre la missione Apollo 11 aprì una nuova era, quella dell’uomo che giunge su un altro corpo celeste.

A quasi 50 anni da quel giorno, gli Stati Uniti e tutti i Paesi, Europa compresa, sono al lavoro per il ritorno alla Luna. A differenza di mezzo secolo fa, oggi la Luna non è più vista come un punto di arrivo, ma l'avamposto dal quale l'uomo prepara il viaggio più ambizioso, che lo porterà sul pianeta Marte.




Il libro costantemente aggiornato nel tempo ha visto la sua prima pubblicazione nel 2009 in occasione del 40° anniversario di Apollo 11.
Oggi 10 anni dopo e 5 edizioni alle spalle, resta un utile documento per chi non conosce il Programma Apollo oppure voglia saperne di più. Dati, curiosità e incontri con i protagonisti fanno di Progetto Apollo uno strumento unico nel suo genere. Più che un libro, lo considero un manuale per "navigare" fra i mille aspetti del programma lunare.

Oggi gli uomini che hanno camminato sulla Luna sono rimasti in 4. Buzz Aldrin (Apollo 11); David Scott (Apollo 15); Charlie Duke (Apollo 16) e Harrison Schmitt (Apollo 17). Molti dei protagonisti di quell'impresa sono ancora in vita, astronauti, ingegneri, tecnici. Nessuno di loro si risparmia e sono sempre disponibili a raccontare una delle avventure più grandi dell'uomo. Fino a quando ci sarà la memoria storica, il loro impegno non sarà dimenticato.
Progetto Apollo "Il sogno più grande dell'uomo" vuole contribuire al ricordo di quell'impresa.

COME ACQUISTARLO:

Il libro è acquistabile
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Charlie Duke autore della Prefazione (Apollo 16 LMP)

L'autore con Neil Armstrong 









La NASA ha bisogno di nuove rocce lunari

Grazie alle missioni Apollo, gli scienziati hanno potuto studiare centinaia di chili di roccia lunare, ma non è ancora abbastanza per risolvere il puzzle che ha impegnato gli scienziati lunari e planetari negli ultimi due decenni.

Il programma Apollo ha permesso agli scienziati di costruire una sorta di mappa dei crateri e datazione della Luna, c'è solo un problema: un tratto di quasi 2 miliardi di anni  di storia lunare che gli scienziati non possono studiare, perché non ci sono rocce giovani nei campioni riportati sulla Terra dagli astronauti del programma Apollo.

"La luna è l'unico luogo in cui abbiamo una serie consistente di campioni che sono stati datati e sappiamo esattamente da dove provengono", ha dichiarato Dave Draper, manager per la ricerca sugli astromateriali presso il Johnson Space Center della NASA in Texas. Continua Draper: “Solo un altro campione in più e potremmo risolvere il mistero”.

Così, Draper e i suoi colleghi sperano che la NASA firmerà per una missione che i ricercatori proporranno a luglio per trovare il pezzo di puzzle mancante e rendere più robusto lo strumento di conteggio dei crateri lunari. Se all'agenzia piace l'idea, la missione sarà chiamata Inner Solar System Chronology (ISOCHRON) e potrebbe essere lanciata già nel 2025.

La NASA ha rivolto lo sguardo a tutto ciò che è lunare in risposta alla direttiva del presidente americano sulla politica spaziale che ha dato priorità all'eventuale esplorazione umana della luna. Ma il puzzle della datazione dei crateri non è un problema nuovo; per decenni è stato frustrante per gli scienziati. E non si tratta solo di scienza lunare; gli scienziati applicano la scala di invecchiamento dei crateri sviluppata sulla luna a tutti gli altri corpi rocciosi del sistema solare.

Ciò include Marte, dove una comprensione dettagliata di come le caratteristiche geologiche si relazionano nel tempo aiuterebbe la NASA a fare scendere i primi astronauti marziani in luoghi dove poter svolgere le ricerche geologiche.

Draper e il suo team sanno esattamente dove andare: una giovane colata di lava a sud dell'altopiano di Aristarchus. Draper: “E’ un bel posto per fare atterrare una navicella spaziale, un luogo liscio dove non c'è nulla che possa mettere in pericolo il lander."

Una volta che ISOCHRON arriverà, tutto quello che il lander dovrebbe fare è prelevare un campione - circa 150 grammi - e tornare sulla Terra. Gli scienziati, con quel campione in mano, saranno in grado di colmare il vuoto di datazione.

Draper ha detto che, a differenza di molte missioni che la NASA ha condotto, come la missione Messenger a Mercurio e la missione Dawn alla cintura di asteroidi, questa è abbastanza semplice. Gli scienziati sanno esattamente di cosa hanno bisogno dalla Luna, e sanno esattamente cosa fare quando arriverà quel materiale. Dopo tutto, è lo stesso tipo di analisi che è stato fatto per decenni su una miriade di altri campioni; ne serve solo uno in più per colmare la lacuna.   Credit: Spaceflight



Gli astronauti di Apollo 14: Edgar Mitchell, Alan Shepard e Stu Roosa osservano i campioni lunari riportati sulla terra. (credito:NASA)

venerdì 22 marzo 2019

La mostra SPACE ADVENTURE



Guarda il  video di presentazione


Una grande mostra internazionale che racconta le avventure spaziali dell'uomo. Dai pionieri dell'astronautica fino ai giorni nostri, passando per i programmi spaziali russi e l'arrivo dell'uomo sulla Luna nel 1969. Esposto il Modulo di Comando Apollo che ho progettato e costruito insieme ad altri appassionati nel 2011 e inaugurato dall'astronauta Charlie Duke (Apollo 16) nel 2012. Che ho invitato per l'occasione.

Una ricca collezione di cimeli russi e americani dell'epoca Apollo, illustra le tecniche e le difficoltà utilizzate per raggiungere la Luna.

Una vasta area interattiva accoglie gli appassionati che potranno sentirsi astronauti per un giorno. Grazie alla collaborazione con l'Alabama Rocket Center della NASA che ha messo a disposizione numerosi simulatori.

Una mostra da non perdere per gli appassionati!

Se desiderate ospitarla contattatemi qui: presidente@adaa.it