martedì 22 dicembre 2020

Il Natale e la Luna


Il 24 dicembre 1968 l'equipaggio dell'Apollo 8, il comandante Frank Borman,  Jim Lovell e Bill Anders immortalarono la Terra che sorgeva sul suolo lunare. (Earthrise). Probabilmente l'immagine più famosa dell'intero Programma Apollo, lo scatto entusiasmò il mondo intero e nacque il mistero di chi l'avesse scattata. 
Una storia che racconto nel libro: Progetto Apollo "Il sogno più grande dell'uomo".
Per la prima volta gli essere umani vedevano con il loro occhi, il Pianeta Terra dalla Luna.

















 Earthrise, dicembre 1968 Credit:NASA


Lo scatto di oggi ricorda anche il famoso "Blue Marble" immortalato dall'astronauta Harrison Schmitt durante la missione Apollo 17 del 1972.














Blue Marble, dicembre 1972 Credit: NASA


Dall'immagine ripresa da Apollo 8 a oggi, sono passati 52 anni. Nel 2015 una nuova straordinaria immagine è stata ripresa dal Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della Nasa. Un vero e proprio regalo di Natale molto gradito dalla comunità scientifica e dagli appassionati. Sono certo che anche questa fotografia entrerà nell'immaginario collettivo.


  








Earthrise, ottobre 2015 Credit: NASA


Nella foto del LRO è possibile riconoscere l'Africa. L'immagine è il risultato di una serie di scatti realizzati il 12 ottobre 2015. Ogni giorno, l'Orbiter assiste a 12 albe della Terra, solitamente gli strumenti di bordo sono impegnati a riprendere immagini della superficie della Luna. Per questo motivo le fotografie della Terra sull'orizzonte lunare sono relativamente rare. Il LRO è stato lanciato al giugno del 2009.


 

Colgo l'occasione per augurarvi Buone Feste!

Luigi Pizzimenti


martedì 24 novembre 2020

Dove sono rocce lunari donate dagli USA al Mondo?

L'agenzia spaziale statunitense Nasa ha dichiarato che parte delle rocce lunari, riportate sulla Terra da due missioni Apollo (11 e 17)  date in dono alle nazioni del mondo, sono scomparse.

Verso la fine della missione Apollo 17, il 13 dicembre 1972, Eugene Cernan (1934-2017) e Harrison Schmitt - gli ultimi uomini ad aver messo piede sulla Luna - hanno raccolto una roccia.

Eugene Cernan con la Godwill Rock
Cernan dalla Luna, poco prima di salire la scaletta del Modulo Lunare disse: "Ci piacerebbe condividere un pezzo di questa roccia con tanti paesi del mondo". Il suo desiderio fu esaudito. Il presidente Richard Nixon ordinò che la roccia delle dimensioni di un piccolo mattone venisse frantumata in frammenti e inviata a 135 capi di Stato stranieri e ai 50 stati degli Stati Uniti.
Ogni "roccia della Luna di buona volontà" è stata racchiusa in una palla di lucite e montata su una targa di legno con la bandiera delle nazioni destinatarie.


I frammenti a questo scopo dalle due missioni sono stati 370. 
270 sono stati dati alle nazioni del mondo e 100 (uno per missione) ai 50 stati degli Stati Uniti. Ma 184 di questi sono andati perduti, rubati o non registrati - 160 in tutto il mondo e 24 negli Stati Uniti. Le rocce sono state distribuite in paesi che vanno dall'Afghanistan a Trinidad e Tobago.


Joseph Gutheinz Jr, l'avvocato texano ed ex agente della NASA, che è diventato noto come "cacciatore di rocce lunari": "Al governo di Gheddafi sono state date due rocce lunari che adesso mancano, alla Romania manca il frammento dell'Apollo 17".
La sua ossessione è iniziata nel 1998 quando - sempre alla NASA - ha organizzato un'operazione sotto copertura chiamata Operazione Lunar Eclipse.
Fece anche un annuncio pubblicitario intitolato "Moon Rocks Wanted" in USA Today, per invogliare i truffatori che vendono rocce lunari fasulle ad avvicinarsi a lui. Gutheinz: "Quello che non mi aspettavo era che una persona in possesso del frammento dell’Honduras, mi avrebbe chiamato, la roccia pesava 1,142 g è mi è stata offerta per 5 milioni di dollari! Ovviamente non pagato, ma il prezzo richiesto era ragionevole”.
Prosegue Gutheinz: “Queste preziose rocce non sono protette al meglio, dice, e sia la NASA che le nazioni destinatarie hanno fatto un pessimo lavoro per inventariarle. L'unica vendita autorizzata di materiale lunare di cui sono a conoscenza risale al 1993, quando il governo russo ha venduto materiale raccolto dalla missione Luna 16 dell'Unione Sovietica presso la casa d'aste Sotheby's a New York, un anonimo collezionista privato ha acquistato 0,2 g di polvere lunare per 442.500 dollari”.

Con prezzi potenziali in questa fascia, non c'è da stupirsi che ci sia un mercato nero di rocce lunari, sia reali che finte.
Gutheinz afferma che una donna in California avrebbe cercato di vendere una roccia lunare online, e che i tentativi di vendere le rocce lunari della Spagna e di Cipro sono stati ben documentati, prosegue nel racconto: "Una volta ho offerto 10.000 dollari per il recupero della roccia lunare dell'Apollo 17 rubata a Malta, ma non è ancora stata recuperata, so per certo che si trattava di un ladro dilettante, dato che ha preso solo la rocce, e non la targa autoadesiva".

Alcune rocce lunari si sono perse nei momenti di rivoluzione o di transizione politica. Gli archivi nazionali statunitensi mostrano che una roccia è stata donata al defunto dittatore rumeno Nicolae Ceausescu, ma Gutheinz ritiene che sia stata venduta dopo la sua esecuzione.

Poi c'è la misteriosa storia di come - dopo un incendio in un osservatorio di Dublino - la roccia irlandese Apollo 11 Moon rock sia finita in una discarica, dopo essere stata apparentemente gettata via con il resto dei detriti. Gutheinz: "È ancora lì, sotto un paio di tonnellate di rifiuti. Potrebbe sicuramente valere più di 5 milioni di dollari. Vi dirò dove si trova. È nella discarica di Finglas a Dublino".

A causa della portata del compito ha sfidato i suoi studenti dell'Università di Phoenix e dell'Alvin Community College in Texas - dove insegna giustizia penale - a trovare le rocce mancanti.
Finora, hanno contribuito a rintracciarne 77, compresi quelli che sono stati dati ai governatori degli Stati Uniti del Colorado, Missouri e West Virginia.



L'amministratore della NASA Sean O'Keefe (a sinistra) ha formalmente restituito la roccia lunare all'ambasciatore honduregno Mario Canahuati (a destra). Credit:Bill Ingalls


Il dottor Carle Pieters, geologo planetario della Brown University, Rhode Island, dice che le conoscenze acquisite da queste piccole rocce non hanno prezzo. "Sono continuamente impressionato quando lavoro con campioni lunari vecchi di quattro miliardi di anni. Sono bellissimi e non hanno agenti atmosferici che si vedono spesso nelle rocce della Terra. Le rocce lunari conservano un record di eventi del primo sistema solare che non possiamo trovare altrove".

Gutheinz ammette che non sarà mai in grado di recuperare tutte le rocce lunari mancanti - molte sono ora in collezioni private - ma dice che ce ne sono alcune che vuole particolarmente indietro: "Sicuramente la roccia lunare di Malta, mi piacerebbe molto rivederla e anche la roccia rumena. Se andrò in Europa, gli darò la caccia. Ho qualche idea su come farò. E mi piace la storia della roccia della Luna d'Irlanda, un tesoro da cercare sotto una discarica".


Fonti:

mercoledì 14 ottobre 2020

Visita al Lunar Samples Laboratory Facilty

Tra il 1969 e il 1972 sei missioni Apollo hanno riportato sulla Terra 382 chilogrammi di rocce lunari, campioni di suolo e polvere (regolite) dalla superficie lunare. I sei voli  hanno prodotto 2200 campioni separati provenienti da sei diversi siti di esplorazione sulla Luna. Inoltre, tre navicelle spaziali sovietiche automatizzate hanno riportato dei campioni per un totale di 300 grammi da altri tre siti lunari. 

L'edificio dei campioni lunari situato presso il Johnson Space Center è il deposito principale per i campioni dell'Apollo. Il laboratorio dei campioni lunari è il luogo in cui i campioni lunari incontaminati vengono preparati per la spedizione a scienziati ed educatori. Ogni anno vengono distribuiti quasi 400 campioni per progetti di ricerca e di insegnamento.

Lo studio dei campioni di roccia e del suolo lunare continua a fornire informazioni utili sulla storia iniziale della Luna, della Terra e del sistema solare interno. La composizione chimica della Luna, derivata dagli studi sulle rocce lunari, è compatibile con questa teoria dell'origine della Luna. Abbiamo appreso che sulla Luna si è formata una crosta 4,4 miliardi di anni fa. Questa formazione della crosta, l'intenso bombardamento di meteoriti che si è verificato in seguito e le successive fuoriuscite di lava sono registrate nelle rocce. Le radiazioni emesse dal Sole dopo la formazione della crosta lunare sono state intrappolate nel suolo lunare come una registrazione permanente dell'attività solare per tutto questo tempo.

credito: Luigi Pizzimenti/NASA

credito: Luigi Pizzimenti/NASA

credito: Luigi Pizzimenti/NASA

credito: Luigi Pizzimenti/NASA


Il Lunar Sample Laboratory Facility a Houston (Texas) è stato costruito nel 1979, ed è il deposito principale per i campioni delle missioni Apollo. È stato costruito per fornire una conservazione permanente della raccolta dei campioni lunari in un ambiente fisicamente sicuro e non contaminato. La struttura consiste in caveau per la conservazione dei campioni, laboratori per la preparazione e lo studio dei campioni, un caveau per i dati e le registrazioni dei campioni e macchinari per fornire azoto agli armadi in cui i campioni vengono conservati e trattati.

Apertura della camera blindata. credito: Luigi Pizzimenti/NASA

Un momento della visita ai laboratori NASA. credito: Luigi Pizzimenti/NASA

Il Prof. Zeigler, geologo della NASA mentre illustra il lavoro svolto nei laboratori.
credito: Luigi Pizzimenti/NASA

Indosso gli speciali guanti per accedere ai campioni lunari. credito: Luigi Pizzimenti/NASA



Storico accordo USA-ITALIA per il programma ARTEMIS




Accordo Italia-Usa per l’esplorazione dello Spazio: con il programma Artemis, l’umanità tornerà a lasciare l’orbita bassa terrestre dopo oltre 50 anni e finalmente la prima donna camminerà sulla Luna e, in futuro, anche su Marte. 

L'evento si è svolto il 25 settembre scorso attraverso una diretta streaming da Palazzo Chigi, in collegamento il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per lo spazio, Riccardo Fraccaro e l'Amministratore Nasa Jim Bridenstine, presenti anche Carlo Massagli, Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, Thomas Smith, Vice Capo Missione dell'Ambasciata americana in Italia e Giorgio Saccoccia, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

L'Italia è stato primo Paese europeo a firmare con gli Stati Uniti un accordo bilaterale sull'esplorazione lunare. La cooperazione spaziale fra i due Paesi (Usa e Italia) prosegue la lunga storia di collaborazione in ambito spaziale che risale al 1962, quando fu siglato l’accordo fra Italia e USA per il lancio del primo satellite italiano San Marco 1 che partì dalla Wallops Flight Facility in Virginia nel 1964. Da allora, il rapporto con Washington si è rafforzato, passando soprattutto attraverso l’accordo tra ASI e Nasa relativo alla fornitura italiana dei Multi-Purpose Logistics Modules (MPLM) alla Stazione Spaziale Internazionale, in cambio dei quali l’Italia ha potuto contare su un accesso privilegiato dei nostri astronauti alla piattaforma spaziale, da aggiungere agli slot dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Questa intesa consentirà al nostro Paese di esprimere tutto il suo potenziale in termini scientifici e industriali partecipando a una missione dalle finalità quanto mai ambiziose che vanno anche oltre l'allunaggio e comprende lo sviluppo delle attività in vista delle future missioni che porteranno l'uomo su Marte.

Articolo completo: SPAZIO MAGAZINE


domenica 13 settembre 2020

Dall'Apollo al futuro delle missioni lunari


Potenza 
11 settembre 2020






Estratto del mio intervento.  (Per la precisione il Go per l'allarme su Apollo 11 fu di Steve Bales e non di John Aaron. Aaron diede il comando SCE to Aux per Apollo 12. A volte pur conoscendo a memoria nomi e fatti capita di invertire i nomi. Mi scuso.)


Conferenza completa a cura dell'Associazione Caming



Credito: TRM h24 - Su Sky al canale 519; Digitale Terrestre: Puglia e Basilicata canale 16

giovedì 11 giugno 2020

Attenzione! Caduta massi sulla Luna


Un nuovo studio dei ricercatori del Max Planck Institute e dell’Eth di Zurigo ha analizzato circa due milioni di immagini della superficie lunare realizzando la prima mappa della caduta di massi lunari,  il lavoro è stato pubblicato su Nature Communications.  Autori della pubblicazione: Valentin Tertius Bickel; Jordan Aaron;Andrea Manconi; Simon Loew; Urs Mall
Da sempre grandi blocchi di roccia rotolano e si muovono sul suolo lunare. Già negli anni 60 le sonde riuscirono a catturare il fenomeno. Valentin Bickel autore principale dello studio:  «La stragrande maggioranza dei massi sulla Luna ha diametro compreso tra sette e dieci metri. Le sonde inviate nei primi anni di esplorazione lunare non avevano la capacità di rilevare caratteristiche così piccole. Nel 2010, con la sonda  Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della Nasa siamo riusciti ad ottenere immagini con una migliore risoluzione. Per la prima volta questa mappa ci consente di analizzare sistematicamente la presenza e le cause delle cadute di massi su un altro corpo celeste».
Grazie ai dati della LRO gli scienziati sono riusciti a comporre una mappa della superficie lunare compresa tra 80 gradi di latitudine nord e 80 gradi sud che mostra oltre 136.000 cadute di massi con diametri di oltre due metri e mezzo.
Le cadute di massi sono dovute ad impatti di asteroidi che creano piccoli terremoti sul suolo lunare. Si pensa che circa l'80% si dovuto proprio a questi impatti e che la maggior parte dei rotolamenti avviene in prossimità delle pareti dei crateri prodotti da questi impatti.  Bickel:  «Apparentemente gli impatti influenzano e modificano la geologia di una regione su scale molto lunghe i risultati della ricerca suggeriscono che anche le superfici di altri corpi celesti senza atmosfera come Vesta o Mercurio potrebbero subire la stessa evoluzione».




La traccia lasciata da un masso. Credito:NASA

image credits to LROC/ASU/NASA

lunedì 1 giugno 2020

30 maggio 2020 Si apre l'era dei voli commerciali con uomini a bordo

Le rivoluzioni non avvengono a comando. Ci vogliono le condizioni giuste. Di: Patrizia Caraveo


Il 27 maggio il mondo si preparava a vivere una rivoluzione nei lanci spaziali. Per la prima volta nella storia del volo umano la responsabilità di un lancio con astronauti era nelle mani di un’industria privata piuttosto che di un’agenzia spaziale. Inoltre, doveva essere il primo lancio dal suolo americano dopo uno iato di nove anni, da quando, nel 2011, lo Shuttle è stato mandato in pensione. Da allora, gli astronauti della NASA hanno raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale a bordo di capsule russe pagando, ogni volta, un biglietto di circa 80 milioni di dollari. Il prezzo effettivo avrebbe dovuto essere di 90 milioni, ma la NASA aveva negoziato uno sconto, come quando si acquista il carnet di biglietti piuttosto che quello singolo.

La dipendenza dalla Russia non aveva mai fatto piacere alla NASA, e ai politici americani, e tutti aspettavano con ansia la ripresa dei lanci made in USA.



Bob Behnken e Doug Hurley  


La rivoluzione di SpaceX


Sulla storica piattaforma 39 A di Cape Canaveral, da dove erano partite le missioni Apollo e poi gli Shuttle, era pronto un razzo Falcon 9 con due astronauti a bordo della capsula Crew Dragon, tutto progettato e costruito da SpaceX, uno dei nuovi colossi dell’industria spaziale.

In effetti, anche la piattaforma di lancio non è più la stessa: Space X l’ha affittata e l’ha modificata.
Le novità non si fermano al razzo e alla capsula, tutta la coreografia del lancio è cambiata sotto il segno di Elon Musk.
Gli astronauti, Doug Hurley e Bob Behnken, entrambi veterani con due missioni ciascuno con lo Space Shuttle, hanno indossato tute bianche con una banda laterale nera, disegnate da un famoso costumista di Hollywood, complete di caschi stampati in 3D e hanno raggiunto la piattaforma di lancio a bordo di Tesla bianche.

La Tesla utilizzata per arrivare al PAD di lancio

Secondo Elon Musk le nuove tute dovrebbero evocare lo smoking perché, a suo parere, lo smoking sta bene a tutti. I critici sostengono che forse sono troppo attillate per astronauti non giovanissimi che non hanno più fisici tipo James Bond.

Le aspettative erano alte. Nonostante la NASA avesse cercato di scoraggiare gli spettatori che si ammassano sulle spiagge intorno alla base per assistere ai lanci importanti, si era radunata una bella folla. Era arrivato persino il presidente Trump alla ricerca di una bella notizia.

Ma neanche l’orgoglio nazionale può nulla contro il meteo che si rifiuta di collaborare e il tentativo del 27 maggio è stata annullato causa brutto tempo. In verità l’ufficiale responsabile per le previsioni meteo dice che le nubi stanno passando e tempo 10 minuti si dovrebbe poter lanciare, ma 10 minuti sono troppi per il Crew Dragon che ha un appuntamento con la ISS (la Stazione Spaziale Internazionale) e deve partire esattamente all’ora prestabilita.



Jim Bridenstine e Elon Musk salutano i due astronauti dopo la vestizione delle nuove tute.






Tutto rimandato a sabato 30 maggio, quando la coreografia si ripete (c’è anche il Presidente) e questa volta il meteo collabora e il lancio è bellissimo con un ritorno perfetto del primo stadio che si posa sulla piattaforma galleggiante. In effetti, quando la capsula entra in orbita, si vede che gli astronauti non sono soli a bordo, fluttuando a gravità zero, fa capolino un piccolo dinosauro. Entrambi hanno figli affascinati dai dinosauri e hanno pensato che sarebbero stati felici di vedere uno dei loro giocattoli in orbita.


il lancio del Falcon 9 con a bordo i primi due astronauti commerciali.

Soddisfazione generale. Elon Musk ha fatto la storia e la NASA ha risparmiato qualche decina di milioni visto che il lancio si dice sia costato 60 milioni a persona. Un vero affare.
Una volta in orbita, gli astronauti si tolgono la tuta, mangiano, dormono e poi offrono al pubblico una visita guidata alla loro capsula, che hanno deciso di chiamare Endeavour come la nave di James Cook, ma anche come uno degli Shuttle sul quale entrambi hanno fatto il loro primo viaggio nello spazio.

La prima diretta da una capsula Dragon.

Poco meno di 19 ore dopo il lancio ecco l’attracco alla Stazione Spaziale Internazionale, dove i due astronauti passeranno i prossimi mesi. Momento particolarmente toccante per Doug Hurley che aveva preso parte all’ultima missione dello Shuttle nel 2011 e ora è tornato alla ISS come comandante del nuovo veicolo commerciale. 

Un piccolo passo verso un nuovo grande passo dell’umanità?
Credito immagini:NASA e SpaceX


i momenti finali dell'attracco

la sonda di docking della capsula Dragon pochi attimi prima del contatto con la ISS
l'equipaggio della ISS al completo durante la cerimonia di benvenuto.



lunedì 25 maggio 2020

27 maggio 2020 Gli USA tornano nello spazio partendo dal suolo americano.

Una nuova era nel volo spaziale umano è alle porte. Il 27 maggio 2020, la NASA, con un Falcon 9 e Crew Dragon di SpaceX, lancerà due americani dal suolo americano per la prima volta dopo quasi dieci anni dal ritiro dello Space Shuttle. 
Il Falcon9 e la capsula Dragon pronti sulla rampa di lancio. Credito: Elon Musk (twitter)
Con questo lancio la Nasa non dovrà più dipendere dalle russe Soyuz per portare i propri astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale, ma soprattutto potrà riconquistare piena autonomia di lancio per future missioni umane verso la Luna.
Il lancio è programmato per le 04:32 p.m. EDT (le 10:32 p.m. in Italia) del 27 maggio prossimo, quando un equipaggio americano decollerà dal suolo americano a bordo di una navicella americana spinta da un razzo americano.
Non accadeva dal 21 luglio 2011, quando atterrò per l’ultima volta lo Space Shuttle Atlantis. Lo Space Shuttle fu il primo esempio di un mezzo riutilizzabile, ma a costi esorbitanti e con rischi per la sicurezza sempre più alti con il susseguirsi delle missioni (due di queste purtroppo conclusesi in tragedia: nel 1986 per il Challenger in fase di decollo e nel 2003 per il Columbia in fase di rientro).
Il salto di qualità in ambito tecnologico per rendere quest’avventura economicamente sostenibile è avvenuto grazie a Elon Musk con i suoi razzi e le sue navicelle riutilizzabili. 

I due astronauti 

I due astronauti americani Robert Behnken e Douglas Hurley avranno l’onore di essere i "test-pilot" della missione Demo-2, raggiungendo la ISS a bordo della Crew Dragon, che decollerà con lanciatore Falcon 9 dalla storica rampa di lancio 39A del Kennedy Space Center in Florida, resa celebre dalle missioni Apollo.
I due astronauti: Bob Behnken e il Col. Doug Hurley
Si tratterà della missione finale di test del sistema di traporto equipaggio di SpaceX, inclusi piattaforma di lancio, lanciatore, navicella e capacità operative. I due astronauti sono militari di esperienza, a cominciare dal comandante delle operazioni congiunte, il cinquantenne colonnello Behnken, ex-ingegnere collaudatore nell’Aviazione degli Stati Uniti, astronauta da vent’anni, che ha partecipato nel 2008 e nel 2010 a due missioni Shuttle arrivando a realizzare sei passeggiate spaziali per una durata complessiva di 37 ore di attività extraveicolare. Il suo collega cinquantatreenne Hurley oltre ad essere un ex-Marine è un ex-pilota collaudatore e anche lui un veterano del volo spaziale, avendo compiuto due missioni a bordo dello Space Shuttle, tra cui il volo finale nel luglio 2011. Sarà comandante di missione, responsabile di attività quali lancio, atterraggio e recupero. 

Questa è una missione storica che aprirà una nuova era spaziale americana ed è al tempo stesso una missione molto delicata perché sarà la prima volta in cui gli astronauti testeranno di persona i sistemi della navicella Crew Dragon in orbita.

Credito Illustrazione:Tony Bela
Uno degli aspetti più singolari di questa missione è che fino a quando gli astronauti non saranno arrivati a destinazione non sapranno quando esattamente potranno tornare sulla Terra. Questa Crew Dragon (versione test) è progettata per rimanere in orbita fino a 110 giorni, ma si vorrebbe far coincidere il loro ritorno con la partenza di un nuovo equipaggio del “Commercial Crew Program”, quindi con navicella e lanciatore realizzati da aziende private (anche la Boeing, tra le altre, è in corsa insieme a SpaceX, ma sconta al momento, in mezzo ad altre difficoltà, anche il parziale fallimento del recente lancio della sua navicella CST-100 Starliner). Si pensa che la missione durerà circa tre mesi, ma una data ufficiale di rientro ancora non c’è. 

La missione Demo-2 sarà il grande passo finale per la certificazione della navicella Crew Dragon in vista di future missioni operative di lunga durata sulla ISS. L’unico altro test in orbita era stato quello della missione Demo-1, che aveva raggiunto senza equipaggio la Stazione Spaziale Internazionale a marzo dello scorso anno. In quella occasione erano stati testati i sistemi di avvicinamento e aggancio automatico, il successivo sganciamento, il rientro, l’ammaraggio e il recupero. Nel corso dell’intera missione erano stati monitorati i sistemi di supporto vitale per l’equipaggio. 

Una nuova era della conquista spaziale sta iniziando e gli americani vogliono viverla da protagonisti, che sia per business o per la determinazione visionaria di arrivare là dove nessuno è mai giunto prima.


L'interno della navicella spaziale SpaceX Crew Dragon Credito:SpaceX



Profilo del lancio

Crew Dragon e Falcon 9 nell'hangar presso il Launch Complex 39A

Credito:SpaceX

Credito:SpaceX

Credito:SpaceX


giovedì 7 maggio 2020

Visita alla base lunare della serie: "'For All Mankind'

L'ex astronauta della NASA Garrett Reisman, racconta in tour virtuale la base lunare di Jamestown, il set che è stato costruito per  la serie Apollo "For All Mankind". 

L'ex astronauta della NASA Garrett Reisman

All'inizio del video, Reisman dice: "L'umanità è sempre stata affascinata dalla luna e il viaggio è stato uno dei più grandi successi dell'umanità. Ma se l'atterraggio sulla luna fosse solo un inizio?

La missione Apollo 17 della NASA è tornata sulla Terra con gli ultimi astronauti che hanno camminato sulla Luna alla fine del dicembre 1972. Nel 1974, l'agenzia spaziale aveva concluso il programma Skylab. Rimaneva un solo volo Apollo - il progetto Apollo-Soyuz, volato nel 1975 - prima che il programma dello Space Shuttle iniziasse nel 1981.

In "For All Mankind", la storia dello spazio si discosta dalla realtà nel momento in cui è un cosmonauta sovietico (Leonov) a muovere i primi passi dell'umanità sulla luna nel 1969.





Nel nuovo video, Reisman accompagna gli spettatori in un tour approfondito del set della base lunare, sottolineando dettagli che anche i più ferventi osservatori della serie potrebbero essersi persi. (Per un periodo di tempo limitato, il pubblico negli Stati Uniti e in oltre 100 paesi può guardare gratuitamente "For All Mankind" su Apple TV).

Reisman con voce fuori campo: "La base di Jamestown è il primo avamposto permanente stabilito sulla luna costruito per l'esplorazione e la ricerca. È stata progettata per ospitare tre astronauti per tre mesi alla volta. Non è esattamente un hotel a cinque stelle. Lo spazio è limitato e la privacy è quasi inesistente, ma rispetto al LM [modulo lunare Apollo], in realtà è piuttosto spazioso".





Il narratore/astronauta  racconta a i vantaggi di vivere in un ambiente in cui la gravità è appena sufficiente (un sesto di quella terrestre) tale da rendere possibile una doccia. Il design della doccia ricorda quello usato a bordo della Stazione Spaziale Skylab, ma in condizioni di microgravità gli astronauti dovevano spruzzare l'acqua attraverso un tubo flessibile e usare dei panni per lavare il corpo.

Altri sistemi ispirati allo Skylab vengono mostrati durante il tour e  includono fasce di resistenza per aiutare nell'esercizio fisico, interruttori in stile Apollo e quadranti  per controllare e monitorare le apparecchiature di bordo e persino le decalcomanie di Snoopy,  colorate per distinguere gli oggetti personali dei diversi membri dell'equipaggio.

Parlando dell'equipaggio, le toppe della missione attaccate alle pareti della base lunare rivelano qualche altro cenno agli astronauti nella vita reale, tra cui i nomi "Crippen" e "Engle", così come "Cobb", che nel contesto della serie è stata la prima donna americana sulla luna, ma in realtà è stato il cognome di una delle prime 13 donne pilota a superare gli stessi test medici degli astronauti del programma Mercury.

Reisman evidenzia anche l'uso dell'hardware Apollo nella progettazione della base stessa: "Alcune di queste apparecchiature esterne potrebbero sembrare un po' familiari", dice, mentre sullo schermo viene visualizzata una cianografia dell'avamposto lunare. "I serbatoi di carburante, i propulsori RCS [sistema di controllo della reazione] e i quattro motori di discesa sono stati tutti riadattati dal LM (mostrato qui come "LEM", o Lunar Excursion Module, l'acronimo originale dell'Apollo LM).




C'è anche un cammeo di un veterano dell'Apollo nella vita reale. Ad un certo punto, mentre Reisman sta descrivendo i sistemi di comunicazione con la Terra, uno schermo televisivo mostra filmati d'archivio di Instrumentation and Communications Officer, o INCO, Ed Fendell, il cui lavoro nel Controllo Missione includeva il controllo delle telecamere posizionate sui Lunar Rover durante le missioni Apollo 15, 16 e 17.





L'attenzione ai dettagli fa sembrare realistica la base lunare, ma naturalmente è solo un set hollywoodiano, realizzato per le riprese di "For All Mankind". Reisman, però, conclude il video con un cenno alle ambizioni della NASA e di altre agenzie spaziali di riportare gli astronauti sulla Luna, questa volta in modo sostenibile e per un lungo periodo di tempo. (Credito:Pearlman/Apple TV)





La NASA prevede di lanciare il Gateway Lunare integrato nel 2023

La NASA ha da poco annunciato l'assegnazione dei premi a tre aziende per lo sviluppo del nuovo Lunar Lander nell'ambito del programma Artemis. 

L'agenzia spaziale, durante la conferenza stampa non ha detto molto sul programma del Lunar Gateway, una "piccola" stazione spaziale che verrà utilizzata per condurre esperimenti scientifici. Funzionerà anche come habitat per gli astronauti e deposito temporaneo in orbita lunare. 

Il mandato ricevuto dalla Casa Bianca è quello di far atterrare gli esseri umani sulla Luna entro il 2024, e per ora l'agenzia spaziale sta lavorando sui dettagli di come ciò avverrà. (vedi costruzione del Lander)

L'amministratore della NASA, Jim Bridenstine che il capo dei voli umano nello spazio dell'agenzia spaziale, Doug Loverro, hanno dichiarato che il Gateway è una parte essenziale dei piani a lungo termine della NASA non solo riportare gli esseri umani sulla Luna, ma per farlo in modo sostenibile e continuativo.

L'attuale linea temporale dell'agenzia prevede il lancio del nucleo del Gateway nel 2023. I primi due elementi del Gateway saranno lanciati come unità integrata. Ciò significa che l'elemento di propulsione costruito da Maxar e l'avamposto pressurizzato di abitazione e logistica costruito da Northrop Grumman saranno assemblati insieme a terra e poi lanciati su un razzo commerciale.  La NASA ha già valutato la fattibilità del lancio con un Falcon Heavy della SpaceX, anche se per legge dovrebbe fare un bando per scegliere il vettore,  ha pensato alla costruzione del  Gateway con un razzo già collaudato.


        Rappresentazione artistica della configurazione iniziale del Gateway Lunare. Credito:NASA

Loverro: "Ci siamo solo assicurati che si potrebbe fare con il Falcon Heavy, non abbiamo ancora selezionato il veicolo di lancio, ma abbiamo dovuto assicurarci che ci sarebbe stato almeno un veicolo pronto. (visti i tempi davvero ristretti) Sappiamo che il Falcon Heavy può farlo, inoltre soddisfa i requisiti del Dipartimento della Difesa dell'Aeronautica Militare. Quindi potrebbe essere più di un'opzione, in questo momento abbiamo dovuto verificarne almeno una".

L'assemblaggio dei due elementi iniziali del Gateway a terra ridurrà i rischi e farà risparmiare diversi milioni di dollari all'agenzia spaziale.

In un'intervista il responsabile del programma della NASA per il Gateway, Dan Hartman, ha dichiarato che l'agenzia spaziale continua a lavorare con partner internazionali per costruire gli altri componenti del Gateway. Hartman: "Abbiamo l'International-HAB, con l'ESA in testa e JAXA che fornisce alcuni componenti. I canadesi lavorano al braccio robotico, vista la loro grande esperienza sullo Space Shuttle prima e la ISS attuale. Un elemento su cui stiamo ancora discutendo molto è la camera di equilibrio, e siamo in contatto con Roscosmos".

Gli elementi che compongono il Gateway Lunare dovrebbero essere consegnati e installati nella seconda metà del 2020, a seconda dei finanziamenti dei partner internazionali e degli ostacoli allo sviluppo che la pandemia mondiale ha causato. Il tempo stringe, ma la strada per la Luna è segnata.


Credito:NASA


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