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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2020

28 gennaio 1986 la tragedia del Challenger

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La mattina del 28 gennaio del 1986,  a 14 chilometri dal suolo e  dopo soli 73 secondi di volo, lo Space Shuttle Challenger si disintegrò in migliaia di pezzi e si portò via sette vite.  Equipaggio del STS-51-L Prima fila da sinistra a destra: Michael John Smith, Dick Scobee, e Ronald McNair. Seconda fila da sinistra a destra: Ellison Onizuka,Christa McAuliffe, Gregory Jarvis, e Judith Resnik. (NASA) Lo Space Shuttle era una macchina meravigliosa, ma complessa e pericolosa.  Pensare di inviare gli uomini e le donne nello Spazio e farli rientrare sulla Terra con un gigantesco e pesantissimo "Aliante" era un miracolo della tecnica, ma comportava rischi enormi. La missione STS-51-L era la 25° missione del programma spaziale e la decima della navetta Challenger. Il guasto fu causato da una guarnizione del segmento del razzo destro a propellente solido. (SRB) La rottura della guarnizione provocò una fuoriuscita di fiamme dall'SRB che causò un cedimento struttura

53 anni fa: Il rogo di Apollo 1

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"If we die, we want people to accept it. We are in a risky business, and we hope that if anything happens to us, it will not delay the program. The conquest of space is worth the risk of life". "Se moriamo, vogliamo che le persone lo accettino. Siamo in un affare rischioso e speriamo che se ci accadesse qualcosa, questo non ritardi il programma.  La conquista dello spazio vale il rischio della nostra vita".                                                       -Astronaut Gus Grissom, 1965 La tragedia avvenne sulla rampa di lancio durante il test finale della missione inizialmente denominata Apollo 204.  Sarebbe stata lanciata il 21 febbraio 1967, ma gli astronauti Virgil Grissom, Edward White e Roger Chaffee persero la vita nell'incendio del modulo di comando. Gli astronauti erano entrati nella capsula alle ore 13 di Venerdì 27 Gennaio 1967. Il primo problema fu quando Gus Grissom entrato nella navicella dopo aver  collegato la sua fornitura di o

Pillole di Apollo: Vedere I luoghi di atterraggio delle missioni Apollo

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Tutti gli appassionati di Astronomia amano i cieli scuri senza luna, ma diciamocelo, la Luna è ben visibile due settimane al mese. E' impossibile ignorarla. Senza dubbio avete osservato crateri e catene montuose e cercato di individuare caratteristiche vulcaniche. Ma qua e là, tra gli anfratti, troverete sei dei luoghi importantissimi per l'umanità: i luoghi di atterraggio delle missioni Apollo.  Sono luoghi unici dove l'umanità ha realizzato uno dei suoi sogni più antichi dell'uomo. Come noto, nessun telescopio sulla Terra è in grado di vedere i moduli lunari o qualsiasi altra cosa legata all'Apollo. Nemmeno il telescopio spaziale Hubble,  le leggi dell'ottica ne definiscono i suoi limiti.  Lo specchio di Hubble da 240 cm ha una risoluzione di di 0,05″ in luce visibile, quindi circa 91 metri.  Dato che il più grande pezzo di equipaggiamento rimasto sulla Luna dopo ogni missione è stato il LM (modulo lunare) che ha circa 10 metri di larghezza (con le gamb