venerdì 11 ottobre 2019

Alexei Leonov è deceduto.

Alexei Arkhipovich Leonov, the first human to walk in space, has died at age 85. 
Godspeed Alexei.


Nel 2008 a Birmingham, ho avuto il privilegio di incontrare Alexei Leonov e scambiare due chiacchiere con lui. Fu un momento quasi paradossale per il suo inglese/russo e il mio inglese/italiano, ma ci siamo capiti subito. Empatia! Mi trovavo di fronte l'uomo che si era addestrato con Gagarin e che probabilmente sarebbe stato il primo Russo sulla Luna se l'N1 avesse funzionato... Ricordo che fu anche comandante della missione congiunta USA-URSS, Apollo-Soyuz o ASTP. Un missione che voleva sancire il disgelo fra le due superpotenze dello spazio.

Leonov a detta di molti era davvero una persona straordinaria, per lui tutto appariva semplice, non hai mai avuto esitazioni e sapeva risolvere problemi che per altri erano insormontabili. Un cosmonauta vero, d'altri tempi. 

Nell'occasione era insieme a Dave Scott, Comandante di Apollo 15 e 7° uomo ad aver camminato sulla Luna nel 1971. (oltre a Gemini 8 e Apollo 9). Insieme hanno scritto un bellissimo libro: Two Sides of the Moon. 

Leonov è stato anche l'uomo che ha saputo raccogliere l'eredità di Yuri Gagarin e preparare decine di cosmonauti al viaggio nello spazio.  Un figura leggendaria nel suo Paese e in tutto il Mondo.

Un pezzo di storia dell'astronautica mondiale di tutti i tempi che ci lascia. 
Nрощаться Alexei!









18 marzo 1965 Alexey Leonov: La prima passeggiata nello Spazio



Il 18 marzo 1965,  il comandante Pavel Ivanovič Beljaev e Aleksej Leonov, partono con la capsula Voskhod 2, per una missione mai tentata prima: Leonov doveva uscire nel vuoto cosmico per una passeggiata spaziale, protetto solo da una sottile tuta pressurizzata.
Leonov uscì dalla navicella agganciato ad un cordone ombelicale lungo 4,5 metri e dopo 12 minuti passati fuori dalla capsula, al momento di rientrare scoprì che non poteva tornare nella capsula perché la sua tuta spaziale si
era gonfiata e irrigidita a causa della mancanza della pressione atmosferica. 
Rimasto bloccato all’ingresso della camera di decompressione, l’unica soluzione era quella di espellere l’aria nello spazio, per sgonfiare parzialmente la tuta e permettergli di rientrare. Il sangue freddo del cosmonauta uniti ad uno sforzo fisico enorme gli salvarono la vita.


Il viaggio riservò altre sorprese: durante il rientro, la guida automatica non riuscì quindi guidarono la capsula manualmente, atterrando in un posto diverso da quello prestabilito. I due cosmonauti si ritrovarono nella foresta negli Urali durante una bufera di neve, la navicella aveva superato il sito di atterraggio previsto di quasi 400 chilometri, finendo in una fitta foresta inospitale. Una volta atterrati e dopo molti sforzi, riuscirono ad uscire il portello ritrovandosi nella neve alta.  Furono avvistati da un elicottero civile che lanciò l’allarme, vennero raggiunti da due elicotteri militari che lanciarono dei vestiti e degli stivali per proteggersi dal freddo. I cosmonauti passarono due notti al freddo in una zona infestata da lupi e da orsi. I soccorsi giunsero in ritardo perché prima dovettero abbattere parecchi alberi per consentire l’atterraggio delle squadre di soccorso.

Leonov fu ancora protagonista durante la missione ASTP Apollo-Soyuz del 1975. Va ricordato che nel caso i Sovietici fossero riusciti a lanciare il Razzo N1 alla volta della Luna, l'uomo prescelto per l'impresa storica sarebbe stato proprio lui. 

Leonov è stato ospite del Science Museum di Londra per l'apertura della Mostra Cosmonauts dove è stato esposto il Modulo Lunare sovietico Lk-3.



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