mercoledì 14 ottobre 2020

Lunar Sample Laboratory Facilty

I have had the rare privilege of visiting several times the labs where lunar samples collected by the Apollo missions are stored. For 5 times NASA has lent me a lunar sample to make divulgation in Italy. It is always exciting when the big security door slowly opens and reveals the hidden treasure. Thanks to the work of thousands of women and men, years of training, daring and powerful enterprises. Those rooms contain all this. 

Between 1969 and 1972, six Apollo missions brought back to Earth 382 kilograms of lunar rocks, soil samples, and dust (regolith) from the lunar surface. The six flights produced 2,200 separate samples from six different exploration sites on the Moon. In addition, three automated Soviet spacecraft brought back samples totaling 300 grams from three other lunar sites. 

The lunar sample building located at the Johnson Space Center is the primary repository for Apollo samples. The lunar samples laboratory is where pristine lunar samples are prepared for shipment to scientists and educators. Nearly 400 samples are distributed each year for research and teaching projects.

The study of lunar rock and soil samples continues to provide useful information about the early history of the Moon, Earth, and the inner solar system. The chemical composition of the Moon, derived from studies of lunar rocks, is compatible with this theory of the Moon's origin. We have learned that a crust formed on the Moon 4.4 billion years ago. This crust formation, the intense meteorite bombardment that occurred thereafter, and the subsequent lava spills are recorded in the rocks. Radiation emitted by the Sun after the formation of the lunar crust has been trapped in the lunar soil as a permanent record of solar activity throughout this time.

Storico accordo USA-ITALIA per il programma ARTEMIS




Accordo Italia-Usa per l’esplorazione dello Spazio: con il programma Artemis, l’umanità tornerà a lasciare l’orbita bassa terrestre dopo oltre 50 anni e finalmente la prima donna camminerà sulla Luna e, in futuro, anche su Marte. 

L'evento si è svolto il 25 settembre scorso attraverso una diretta streaming da Palazzo Chigi, in collegamento il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per lo spazio, Riccardo Fraccaro e l'Amministratore Nasa Jim Bridenstine, presenti anche Carlo Massagli, Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, Thomas Smith, Vice Capo Missione dell'Ambasciata americana in Italia e Giorgio Saccoccia, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

L'Italia è stato primo Paese europeo a firmare con gli Stati Uniti un accordo bilaterale sull'esplorazione lunare. La cooperazione spaziale fra i due Paesi (Usa e Italia) prosegue la lunga storia di collaborazione in ambito spaziale che risale al 1962, quando fu siglato l’accordo fra Italia e USA per il lancio del primo satellite italiano San Marco 1 che partì dalla Wallops Flight Facility in Virginia nel 1964. Da allora, il rapporto con Washington si è rafforzato, passando soprattutto attraverso l’accordo tra ASI e Nasa relativo alla fornitura italiana dei Multi-Purpose Logistics Modules (MPLM) alla Stazione Spaziale Internazionale, in cambio dei quali l’Italia ha potuto contare su un accesso privilegiato dei nostri astronauti alla piattaforma spaziale, da aggiungere agli slot dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Questa intesa consentirà al nostro Paese di esprimere tutto il suo potenziale in termini scientifici e industriali partecipando a una missione dalle finalità quanto mai ambiziose che vanno anche oltre l'allunaggio e comprende lo sviluppo delle attività in vista delle future missioni che porteranno l'uomo su Marte.

Articolo completo: SPAZIO MAGAZINE