mercoledì 14 ottobre 2020

Visita al Lunar Samples Laboratory Facilty

Tra il 1969 e il 1972 sei missioni Apollo hanno riportato sulla Terra 382 chilogrammi di rocce lunari, campioni di suolo e polvere (regolite) dalla superficie lunare. I sei voli  hanno prodotto 2200 campioni separati provenienti da sei diversi siti di esplorazione sulla Luna. Inoltre, tre navicelle spaziali sovietiche automatizzate hanno riportato dei campioni per un totale di 300 grammi da altri tre siti lunari. 

L'edificio dei campioni lunari situato presso il Johnson Space Center è il deposito principale per i campioni dell'Apollo. Il laboratorio dei campioni lunari è il luogo in cui i campioni lunari incontaminati vengono preparati per la spedizione a scienziati ed educatori. Ogni anno vengono distribuiti quasi 400 campioni per progetti di ricerca e di insegnamento.

Lo studio dei campioni di roccia e del suolo lunare continua a fornire informazioni utili sulla storia iniziale della Luna, della Terra e del sistema solare interno. La composizione chimica della Luna, derivata dagli studi sulle rocce lunari, è compatibile con questa teoria dell'origine della Luna. Abbiamo appreso che sulla Luna si è formata una crosta 4,4 miliardi di anni fa. Questa formazione della crosta, l'intenso bombardamento di meteoriti che si è verificato in seguito e le successive fuoriuscite di lava sono registrate nelle rocce. Le radiazioni emesse dal Sole dopo la formazione della crosta lunare sono state intrappolate nel suolo lunare come una registrazione permanente dell'attività solare per tutto questo tempo.

credito: Luigi Pizzimenti/NASA

credito: Luigi Pizzimenti/NASA

credito: Luigi Pizzimenti/NASA

credito: Luigi Pizzimenti/NASA


Il Lunar Sample Laboratory Facility a Houston (Texas) è stato costruito nel 1979, ed è il deposito principale per i campioni delle missioni Apollo. È stato costruito per fornire una conservazione permanente della raccolta dei campioni lunari in un ambiente fisicamente sicuro e non contaminato. La struttura consiste in caveau per la conservazione dei campioni, laboratori per la preparazione e lo studio dei campioni, un caveau per i dati e le registrazioni dei campioni e macchinari per fornire azoto agli armadi in cui i campioni vengono conservati e trattati.

Mentre apro la camera blindata. credito: Luigi Pizzimenti/NASA

Un momento della mi visita ai laboratori NASA. credito: Luigi Pizzimenti/NASA

Il Prof. Zeigler, geologo della NASA mentre illustra il lavoro svolto nei laboratori.
credito: Luigi Pizzimenti/NASA

Mentre indosso gli speciali guanti per accedere ai campioni lunari. credito: Luigi Pizzimenti/NASA



Storico accordo USA-ITALIA per il programma ARTEMIS




Accordo Italia-Usa per l’esplorazione dello Spazio: con il programma Artemis, l’umanità tornerà a lasciare l’orbita bassa terrestre dopo oltre 50 anni e finalmente la prima donna camminerà sulla Luna e, in futuro, anche su Marte. 

L'evento si è svolto il 25 settembre scorso attraverso una diretta streaming da Palazzo Chigi, in collegamento il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per lo spazio, Riccardo Fraccaro e l'Amministratore Nasa Jim Bridenstine, presenti anche Carlo Massagli, Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, Thomas Smith, Vice Capo Missione dell'Ambasciata americana in Italia e Giorgio Saccoccia, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

L'Italia è stato primo Paese europeo a firmare con gli Stati Uniti un accordo bilaterale sull'esplorazione lunare. La cooperazione spaziale fra i due Paesi (Usa e Italia) prosegue la lunga storia di collaborazione in ambito spaziale che risale al 1962, quando fu siglato l’accordo fra Italia e USA per il lancio del primo satellite italiano San Marco 1 che partì dalla Wallops Flight Facility in Virginia nel 1964. Da allora, il rapporto con Washington si è rafforzato, passando soprattutto attraverso l’accordo tra ASI e Nasa relativo alla fornitura italiana dei Multi-Purpose Logistics Modules (MPLM) alla Stazione Spaziale Internazionale, in cambio dei quali l’Italia ha potuto contare su un accesso privilegiato dei nostri astronauti alla piattaforma spaziale, da aggiungere agli slot dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Questa intesa consentirà al nostro Paese di esprimere tutto il suo potenziale in termini scientifici e industriali partecipando a una missione dalle finalità quanto mai ambiziose che vanno anche oltre l'allunaggio e comprende lo sviluppo delle attività in vista delle future missioni che porteranno l'uomo su Marte.

Articolo completo: SPAZIO MAGAZINE