Da Apollo ad Artemis II
Un evento che partendo dalle missioni Apollo, fino a quella più recente che ha sorvolato la Luna, ha parlato ai giovani ingegneri di oggi che già progettano i viaggi spaziali di domani. Luca Parmitano ha aperto il convegno con queste parole: “Scienza, tecnologia, esplorazione e ispirazione”. Prosegue Parmitano: “Nel settore spaziale abbiamo bisogno di ingegneri, di scienziati, di tecnici, di operatori, di architetti – ha detto Parmitano - Abbiamo bisogno di tutti i tipi di risorse umane, di quelli che vogliono cooperare e collaborare".
La navicella che punta all’orizzonte mostra anche un vessillo italiano, in parte piemontese. L’Italia, come ha ricordato Teodoro Valente (presidente dell’Agenzia spaziale italiana) è stata una dei primi firmatari degli accordi Artemis e partecipa a pieno titolo al programma. Il nostro Paese è uno dei più coinvolti nel ritorno sulla Luna.
Il settore aerospaziale in crescita costante fra pochi anni potrebbe valere circa 142 miliardi di euro. Nel 2028, con Artemis IV, potremmo assistere al primo allunaggio del terzo millennio e all’installazione della prima infrastruttura sul suolo lunare. A Torino nasceranno il modulo abitativo lunare Mph e il lander europeo Argonaut.
Massimo Comparini, managing director della divisione spazio di Leonardo: «L’Italia ha un ruolo molto importante e ha tecnologie vastissime, Leonardo e le sue aziende partecipate (come Thales Alenia Space) hanno un ruolo fondamentale nel contributo tecnologico italiano al ritorno sulla luna. Torino e il Piemonte sono uno splendido esempio di distretto di innovazione tecnologica: c’è la conoscenza degli studenti che escono dal Politecnico, il valore delle Pmi del settore e non va dimenticata la visione delle istituzioni».
Numerosi contratti per sviluppare tecnologie utili al programma Artemis sono già stati assegnati a Leonardo con le sue joint venture Telespazio e Thales Alenia Space. Quest’ultima in particolare è specializzata nella realizzazione di impianti orbitali e moduli abitativi.
Roberto Angelini, direttore Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space Italia: «Oggi stiamo realizzando i moduli per la stazione Axiom. Abbiamo anche una partnership con Blue Origin per costruire insieme la loro stazione Orbital Reef. E poi la cosa più significativa per noi è che grazie agli sforzi dell’ASI, l'Italia realizzerà il Multi Purpose Habitat (Mph). Si tratta di un modulo pressurizzato di superficie per estendere la presenza degli astronauti sulla superficie della Luna fino a 30 giorni».
Dietro la realizzazione di quella che sarà la prima abitazione lunare ci sono anche gli ingegneri aerospaziali del futuro. Thales Alenia Space negli ultimi 5 anni ha assunto più di 450 giovani laureati da tutta Italia.
Se i più giovani raggiungeranno obiettivi sempre più importanti, allora significa dai più grandi sono state trasmesse le giuste competenze per portare il nostro Paese sempre più lontano.
Il mio intervento ha riguardato le differenze fra i programmi Apollo e Artemis, ricordando figure leggendarie come Neil Armstrong, uomini che ancora oggi ispirano generazioni di astronauti come il nostro Luca Parmitano.




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