domenica 15 gennaio 2017

Pillole di Apollo: Un sito sacro della Storia del Mondo

Quando il 21 luglio 1969 alle 05:54, gli astronauti americani Buzz Aldrin e Neil Armstrong hanno lasciato la Luna, alle loro spalle sul terreno arido sono stati abbandonati più di 100 oggetti a testimoniare l'arrivo dell'uomo. Fra i diversi oggetti anche quattro contenitori di urina, diversi sacchetti di vomito, una fotocamera Hasselblad, due paia di sovra-scarpe lunari oltre al modulo di discesa e molto altro ancora.

Ricercatori della California hanno registrato i resti della missione Apollo 11 nel cosiddetto Mare della Tranquillità come una "risorsa storica". La designazione ha dato una spinta a una disciplina accademica che era stata considerata irrilevante fino ad ora: l'archeologia spaziale.

Beth O'Leary, un antropologo della New Mexico State University e co-fondatore del Legacy Project lunare ha dichiarato: "E' giunto il momento di riconoscere l'importanza di questi siti per l'intera umanità". O'Leary e i suoi colleghi hanno stilato una mappa che identifica gli oggetti lasciati presso il sito di atterraggio, nonché un elenco completo della “spazzatura” di Apollo 11.

Gli archeologi lunari sono preoccupati che le future missioni, forse i turisti lunari, potrebbero fare bottino o persino distruggere questo "luogo sacro della storia del mondo."

Tranquillity Base
Provate ad immaginare qualcuno alla guida di un rover che passa sulle prime impronte di Neil Armstrong. I manufatti della missioni umane sulla Luna hanno urgentemente bisogno di protezione ufficiale, altrimenti prepariamoci a vedere un giorno i pezzi di Apollo 11 in vendita su eBay.

Le vaste distese del sistema solare sono già un museo extraterrestre della tecnologia umana, con un inventario di migliaia di tonnellate di spazzatura spaziale. Marte, per esempio, è sede di un'intera flotta dei leggendari Rover. Nel 1995, la sonda Galileo della NASA è scesa con un paracadute nell'atmosfera di Giove. Tuttavia, ha perso rapidamente il suo valore archeologico quando si è frantumata sotto 22 bar di pressione. Anche se i singoli frammenti fossero sopravvissuti allo schianto, sono probabilmente perduti per sempre.

Le condizioni favorevoli che offre il nostro satellite naturale, data la sua relativa vicinanza, renderebbe fruibili da un eventuale visitatore circa 100 tonnellate di rottami metallici e di altri materiali che sono in attesa di essere catalogati dai custodi del nostro patrimonio culturale spaziale.

Gli oggetti più interessanti sono i resti della sonda sovietica Lunik che si schiantò contro la Luna di a circa 12.000 chilometri all'ora nel 1959; decine di piccoli emblemi sovietici sono stati rilasciati dalla sonda poco prima dell'impatto; il primo veicolo lunare, giunto sulla luna con la missione Apollo 15 nel 1971, è ora parcheggiato vicino alla Hadley Groove; e, infine, la pallina da golf che astronauta statunitense Alan Shepard ha colpito e fatto volare per circa 300 metri con una ferro – sei nelle vicinanze del cratere Fra Mauro il 6 Febbraio 1971 - non male per un colpo con una sola mano in una ingombrante tuta spaziale.

Apollo 15: David Scott e il Lunar Rover

I resti della leggendaria Apollo 11 comprendono: una replica in oro di un ramo di ulivo lasciato molto vicino al modulo di atterraggio, così come un riflettore laser, un misuratore sismico e due zaini di sopravvivenza. Tutto è presumibilmente ben conservato, perché l'assenza di aria preserva gli oggetti. Vi domanderete perché Aldrin e Armstrong hanno lasciano i materiali sulla Luna?



Gli era stato ordinato di lasciare le cose non importanti per il proseguo della missione, perché dovevano creare un spazio di carico per campioni di terreno polveroso e le rocce lunari. (Che ovviamente avevano una massa). La bandiera degli Stati Uniti e la placca sulla zampa del modulo lunare erano state pensate per restare comunque sulla Luna.

Gli archeologi lunari temono che il Mare della Tranquillità alla fine sarà trasformato in un luna park per i turisti spaziali: ricchi avventurieri potrebbero presto visitare la Luna e, nel loro tute spaziali dissacrare il luogo di atterraggio. Immaginate cosa accadrebbe se gli astronauti cinesi decidessero di riportare a casa  il sistema di supporto vitale di Aldrin o le sovrascarpe di Armstrong? Inoltre, tutti vorrebbero essere fotografati in piedi davanti alla bandiera degli Stati Uniti!


Tutto questo sembra “fantascienza”, ma prima o poi qualcuno tornerà sulla Luna e vorrà vedere con i propri occhi dove l'uomo posò i piedi per la prima volta. Quel giorno quegli uomini, senza saperlo, entreranno in un sito sacro della Storia del Mondo.

1 commento:

Gianluca Atti ha detto...

Bellissimo articolo Luigi che ci ricorda la più grande avventura umana di tutti i tempi!