giovedì 26 novembre 2015

Dicembre 1968, la Terra vista dalla Luna

Earthrise , dicembre 1968
"L'abbiamo sviluppata con cura e amore. Non c'era spazio per l'errore..."




credit:NASA


The Indipendent
di: Ken MacTaggart

L'amico e collega Ken MacTaggart, editore del Lunar Surface Journal, ha intervistato il tecnico Dick Underwood che sviluppò i rullini fotografici della missione Apollo 8. Questo il resoconto della sua intervista.

Nei primi giorni del 1969, Dick Underwood, responsabile del laboratorio fotografico della Nasa, stava lavorando su sette rotoli di pellicola Kodak presso la sede dell'agenzia spaziale americana Nasa a Houston.

I film avevano viaggiato con tre uomini dal bel mezzo dell'Oceano Pacifico. Frank Borman, Jim Lovell e Bill Anders, l'equipaggio di Apollo 8, avevano appena conquistato il record della prima visita del genere umano ad un altro mondo.

I rotoli, quattro in bianco e nero e tre a colori, contenevano un totale di 865 fotogrammi. Sconosciuti a coloro che avrebbero ricevuto i film, una manciata di immagini che sarebbero diventate alcune delle più celebri della storia della fotografia.

Le foto sono state sviluppate con cura dal signor Underwood e il suo team.  Parlando dal suo ufficio di Houston, dove gestisce le Panoramiche Spaziali, il signor Underwood ricorda quel giorno: "Abbiamo provato tutte le procedure centinaia di volte con i film di prova - verifiche su impianti elettrici, tra cui un back-up, la purezza e l'esatta temperatura dell'acqua, le miscele chimiche, l'umidità dell'aria per asciugare il film  e ogni altro dettaglio.

Underwood: «Li ho portati alla mia area del laboratorio fotografico dove avevamo un processore speciale che avevo costruito per i film delle missioni Apollo. Dato che la pellicola era molto sottile e tenera abbiamo avuto una particolare cura nel maneggiarla. Non c'era spazio per l'errore. "

Molte delle foto erano incredibili come l'ultimo stadio del razzo Saturn V, circondato dai detriti galleggianti; una Terra enorme vista per la prima volta come un globo completo appeso nel vuoto nero; e la superficie della Luna sfregiata dai crateri.

Ma una foto, sopra tutto il resto, ha suscitato in me la sua inesauribile capacità di emozionarmi. Mostrava la Terra da una distanza di quasi 400.000 chilometri, una fragile sfera blu e bianca, appesa su un arido orizzonte lunare grigio-marrone.

Underwood vide il film emergere dalla sua macchina di sviluppo : " Lo sviluppo sotto i miei occhi della Terra che sorge sulla Luna, mentre il film era ancora bagnato, è stato uno dei più grandi momenti della mia vita. Vedendo l'immagine apparire dopo il  primo lavaggio fu come assistere ad un grande evento della storia".

Con Ken MacTaggart (a sx) a Pontefract. (Inghliterra)

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