sabato 28 novembre 2015

Pillole di Apollo: La famiglia di Charles Duke è sulla Luna.

L'astronauta americano Charles "Charlie" Duke Jr. durante la missione Apollo 16  lasciò sul suolo lunare una fotografia della sua famiglia.



Se un giorno vi capitasse di camminare sulla Luna non stupitevi se vi imbattete in una piccola fotografia di famiglia, la famiglia Duke. Molti di noi amano tenere una bella foto sulla scrivania o magari come sfondo sul PC, ma se il nostro posto di lavoro è la Luna dove mettiamo la nostra foto di famiglia? Nel caso dell'astronauta statunitense Charles "Charlie" Duke Jr. non c'è stata incertezza: lasciò la fotografia sul suolo lunare.
Durante la missione Apollo 16,  il 23 Aprile 1972, Charles Duke ed il suo collega John W. Young atterrarono sulla Luna per svolgere varie attività extra veicolari. Quindi passarono oltre 20 ore camminando sul suolo lunare.

Duke prima di partire per la sua missione pensò lungamente come ricordare i suoi cari. una volta giunto sulla Luna. Pensò che il modo migliore fosse quello di lasciare sul suolo lunare una foto, che lo ritraeva insieme a sua moglie Dorothy ed i suoi figli Charles e Thomas.

Le forti radiazioni solare piegarono l'immagine perchè era inserita in una cartella di plastica, ma Duke ebbe la prontezza di fotografare subito la scena. In questo modo riuscì a portare a casa un ricordo unico della sua avventura.
Dietro la fotografia di se stesso con la moglie e i loro due figli, Thomas e Charles, Duke ha scritto:"Questa è la famiglia dell'astronauta Duke al pianeta Terra. atterrato sulla Luna nell' aprile 1972."

Testimonianza silenziosa del lato umano e ordinario degli uomini straordinari che sono andati sulla luna. Nella tranquilla Carthage Highlands, l'astronauta Charles Duke fece cadere a terra un ritratto di famiglia tra le impronte e le tracce di pneumatici che lui e il suo compagno e comandante John Young lasciarono nell'antica polvere lunare.
Il tributo di Charlie Duke alla sua famiglia è ancora lì, anche se il colore di quella fotografia è probabilmente sbiancato dalla luce solare non filtrata dei molti giorni lunari senza nuvole che durano da due settimane da quando Duke e Young sono stati lì nell'aprile del 1972.
Alcuni sono famosi, alcuni sono sconosciuti, ma attraverso la storia, gli esploratori hanno dovuto lasciare la famiglia e gli amici dietro mentre si sorvolavano l'orizzonte verso le frontiere sconosciute che ci chiamavano sempre più lontano da dov'era gli umani abitavano .
Il richiamo della frontiera non è un'illusione. È una cosa reale e gli esseri umani hanno sempre risposto a questa chiamata fintanto che siamo stati in grado di camminare eretti, fare ruote, costruire navi e, infine, prendere il volo.
Non tornare sulla Luna e non andare su Marte per stabilire nuovi campi e avamposti equivale a sfidare l'impulso primario che comunemente chiamiamo "istinto di sopravvivenza". Gli esseri umani sono stati costruiti per continuare a esplorare e continuare a scoprire. Ecco perché siamo ancora qui e  estinti da tempo.
Noi umani passeremo le frontiere anche quando alcune persone influenti le considerano inutili terre desolate e non vale la pena sprecare tempo e risorse. Per i primi americani e gli invasori europei che li seguirono migliaia di anni dopo, le Americhe erano una volta una di quelle terre incolte e pericolose.
Forse un giorno ci sarà anche un centro visitatori lunare con una cupola del futuro, dove una passerella permetterà ai turisti di guardare dall'alto in basso questa foto sbiadita della famiglia Duke e vedere la tracce lasciate dai due esploratori attraverso un pavimento trasparente. Mi piace pensare che accadrà.

Molti anni dopo, ho invitato Duke  a Rovereto (2009) per inaugurare la mostra "Back to to the Moon" e nell'occasione ho preparato la stessa fotografia,  Duke sorridendo l'ha mostrata a sua moglie Dorothy, poi come fece tanti anni prima sulla Luna, posò delicatamente la fotografia sul pavimento della sala. Un piccolo, ma significativo momento dell'intero programma Apollo.

Charlie Duke accanto al Lunar Rover, subito dopo avere posato la fotografia sul pavimento.

Ora quella fotografia è sulla mia scrivania a perenne ricordo della più grande avventura dell'uomo, quella di camminare sulla Luna. 




1 commento:

gianluca atti ha detto...

Momento bellissimo ed emozionante e... unico! come le iniziali del nome della figlia di Cernan scritte sulla arida sabbia lunare!