giovedì 10 marzo 2016

Cosmonauts a Londra

Continuavo a rimandare il viaggio a Londra, gli impegni al Museo e l'organizzazione di Ti porto la Luna hanno assorbito i primi due mesi del 2016. Finalmente il 5 e 6 marzo mi sono imposto di andare a vedere la mostra COSMONAUTS "Bird of the Space Age" allestita dal 18 settembre 2015 al 13 marzo 2016 presso il Science Museum di Londra.  

Tanti i cimeli spaziali mai visti fuori da Mosca: la capsula Vostok 6 di Valentina Tereškova  la Voshkod 1, il modulo lunare LK-3, il sedile eiettabile utilizzato dalle missioni Vostok.  Presenti anche i modelli "not flown"  delle sonde Luna 9 e Luna 16 e lo Sputnik3.







La mostra, situata al primo piano del museo londinese, è aperta dal padre della cosmonautica ex-sovietica Konstantin Tsiolkovsky e dal mentore dei programmi di volo umano Sergei Korolëv, suggestiva la sua giacca di deportato quando fu rinchiuso nei gulag sovietici e il cono amplificatore per la sordità di Tsiolkovsky. 

Nella seconda sala sono visibili satelliti e sonde esplorative senza dimenticare una teca dedicata alla cagnetta Laika. 
Proseguendo nel percorso espositivo, si entra nella sala che mi interessa di più e motivo della mia visita: la capsula Vostok-6. Perché è così importante questa caspula? Lo scoprirete presto al Museo di Volandia. 

Nelle sala alcune teche con rari pezzi appartenuti a Valentina, l'uniforme del Maggiore Gagarin e il berretto del povero Komarov.

Dopo aver attentamente ammirato Vostok, Voshkod e il sedile eiettabile con la tuta, sono entrato nel "tempio": la sala dove maestoso si ergeva il modulo lunare sovietico LK-3 mai utilizzato, ma mitico. Al suo fianco il rover Lunokhod che ha percorso più strada sulla luna dei rover lunari americani.

Di seguito una grande sala che vi accoglie con una capsula Soyuz e una parete di tute e sottosistemi, oltre alla tuta extraveicolare Orlan e quella utilizzata per la simulazione Mars 500.



Nell'ultima sala con effetti luminosi in contrasto con il rosso imperante visto fino ad allora, un omaggio a Gagarin con la famosa frase di Tsiolkosky: "La Terra è la culla dell'Umanità, ms non si può vivere per sempre nella culla".






"Nel complesso una mostra non enorme nello sviluppo, ma grandissima sotto il punto di vista emotivo e storico, con un grande successo di pubblico internazionale.
Complimenti al Science Museum di Londra che ha saputo offrire una mostra elegante e suggestiva e grazie alla Russia che ha finalmente aperto le porte al suo patrimonio storico".

Luigi Pizzimenti





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